Sete o Fame?
L’essere umano vive tutta la sua esistenza seguendo schemi ripetitivi per lo più dettati da abitudini consolidate nel tempo e suggerite da bisogni che generalmente non sono reali, ma il riflesso della società in cui viviamo.
Quello che vogliamo, quello che facciamo e desideriamo non sempre nasce da un bisogno reale. Sono bisogni di altri, della società, di un sistema che riesce, e lo fa brillantemente, a influenzarti e condizionarti talmente bene da farti credere ciecamente che quel particolare bisogno sia tuo, e di chi altri se no?
Se lo percepisci ti appartiene. Naturalmente non è così.
Non mi riferisco soltanto a bisogni di tipo materiale, come potrebbe essere desiderare un vestito, una bicicletta piuttosto che una particolare e costosa fotocamera, perché in merito a questo ci sarebbe da scrivere un poema. Io mi riferisco anche a bisogni fisiologici, quelli che sono suggeriti dal corpo semplici e naturali, almeno così dovrebbe essere.
Il nostro corpo ha delle precise esigenze, come fame, sete, sonno, caldo, freddo eccetera, che andrebbero interpretate in modo chiaro e senza alcun dubbio, se fossimo ben connessi ad esso, e poi naturalmente andrebbero soddisfatte.
Non sempre si è in grado di interpretare tali esigenze in modo adeguato; la confusione nasce spesso da abitudini scorrette e/o continue distrazioni che ci allontanano dal corpo, tanto da non onorarlo così come dovrebbe essere. Forse si è superficiali nell’ascolto delle sue richieste.
Un neonato, per esempio, è perfettamente connesso al suo corpicino, riconosce immediatamente lo stimolo fame o sete, il suo unico problema è farlo comprendere in qualche modo alla mamma.
Con l’andare del tempo perdiamo quasi del tutto questa chiarezza, cioè, la capacità di interpretare al meglio lo stimolo fame o sete.

Diverse sono le ragioni, una fra le più significative è quella di perdere lo stimolo sete, in particolare modo, mano a mano che si procede in avanti con l’età, e di nutrirsi seguendo i soliti schemi (colazione, pranzo, spuntino e cena) seguiti per decenni.
Naturalmente questo crea non pochi problemi nell’anziano, ma, in linea del tutto generale, lo stimolo fame o sete può essere facilmente confuso, direi, a qualunque età. Perché?
Quante volte ci siamo chiesti: “Non capisco se ho più fame o più sete, o se soltanto fame o principalmente sete”.
Non vi è mai capitato di porvi domande di questo tipo? Talvolta il messaggio è davvero forte e chiaro, (perché da troppe ore siamo senza cibo o acqua, situazione assai rara, ma non improbabile), sappiamo di avere davvero fame o sicuramente sete.
Ma non sempre è così.
Cominciamo col prendere in considerazione che oggi si suole spesso e volentieri sostituire l’acqua con altre bevande, come thé, tisana, caffè, bibite gasate, pensando erroneamente che il corpo, avendo ricevuto la sua abbondante dose di liquidi, non debba trovarsi nella condizione di chiedere acqua.

Ci sembra quasi illogico. Questo è un grande errore! Niente può sostituire l’acqua e niente è uguale all’acqua.
Pensare di bere altro, quando si ha sete, che non sia l’acqua, solo perché crediamo sia la stessa cosa, è scorretto, non abbiamo soddisfatto per niente le esigenze del corpo.
Soltanto l’acqua è in grado di dissetare, nient’altro, tutto il resto crea disidratazione. Perché?
La motivazione è semplice: qualunque sostanza all’infuori della semplice acqua, anche qualora si trattasse di una goccia di limone, viene identificata dal sistema biologico umano come sostanza da portare in digestione e, trattato come tale, viene privato di tutti quegli elementi che l’organismo ritiene inutili e quindi da espellere.
Per fare questo occorre altra acqua che il corpo sottrae da altri organi e la cerca a più livelli, perché serve al processo digestivo.
Per questo motivo si parla di disidratazione quando si assumono bevande varie in sostituzione dell’acqua.
Ecco cosa afferma nel suo libro il dottor Fereydoon Batmanghelidj: “……è divenuta ora pratica consueta considerare la bocca arida come unico segno che il corpo ha bisogno di acqua. Si dà per scontato che questi bisogni siano ben soddisfatti se non è presente la sensazione della bocca secca, forse perché l’acqua è abbondante e disponibile. Questo punto di vista della medicina attuale è assolutamente erroneo, generatore di confusione, nonché interamente responsabile dell’ insuccesso nel prevenire l’insorgere delle malattie nell’organismo, nonostante la costosissima ricerca…
Una vasta ricerca ha provato la veridicità delle mie osservazioni cliniche: il corpo ha una gamma di segnali di sete, molto sofisticati -sistemi di segnali integrati attivi nella regolazione dell’acqua disponibile nei momenti di disidratazione…

Ad oggi, la bocca secca è l’unico sintomo riconosciuto della disidratazione del corpo. Come ho già spiegato, questo segnale è l’ultimo sintomo esteriore di estrema disidratazione. Il danno si verifica a un livello persistente di disidratazione, che non si evidenzia necessariamente attraverso il sintomo della bocca arida.”
Davvero interessante! Dunque abbiamo così compreso che la bocca secca non è l’unico segnale della sete, forse è il più significativo, perché ben accentuato, ma al contempo evidenzia che la carenza di acqua è già presente da tempo in più livelli nel corpo.
Diversi altri e più particolari segnali possono essere indicatori di mancanza d’acqua, in alcuni casi si può addirittura confondere lo stimolo sete con lo stimolo fame, come afferma il dottore: “…..le sensazioni di sete e di fame sono indicati simultaneamente per indicare i bisogni del cervello.
Se noi non riconosciamo la sensazione di sete, interpretiamo i segnali come stimolo a mangiare, mangiamo cibo anche quando il corpo vorrebbe e dovrebbe ricevere acqua.
Le persone, che hanno perso chili bevendo prima di mangiare, sono riuscite a separare le due sensazioni. Esse non hanno mangiato in eccesso per soddisfare il bisogno di assumere acqua.”
Spesso la confusione nasce dunque proprio da malsane abitudini che creano disordine alimentare e non solo.
L’interpretazione di un particolare messaggio del corpo diventa confusa specie se distratti, indaffarati o impegnati in altre attività, per cui facciamo la prima azione che siamo soliti fare, che ci pare la più ovvia. Quando siamo distratti e non ancorati al presente “Qui e ora” è più facile ricadere nell’abitudine; l’azione automatizzata quindi prende il posto di un atto consapevole legato all’ascolto del corpo.
Insomma si beve caffè e bevande d’altro genere per sete o per il piacere di assumerle?
Poi diventa un’abitudine alla quale non possiamo rinunciare?
Mangiamo perché abbiamo fame, perché è l’ora di pranzo o giusto per spizzicare qualcosa?
Spesso si ingrassa perché spizzicare continuamente qualcosa, senza mai fare un pasto sano e nutriente, è diventata una cattiva abitudine.
E lo stesso vale per le bevande, particolarmente quelle gasate, che egualmente regalano chili in più senza mai dissetare nessuno.
Forse è il caso di chiedersi quando si ha davvero sete e quando fame, perché essere assetati e essere affamati sono decisamente due cose diverse.
Forse è il caso di ascoltare meglio il proprio corpo, i suoi bisogni, i suoi dolori, il suo cambio del peso, se è stanco oppure energico, se desidera un alimento piuttosto che un altro, se rifiuta di alimentarsi, se il tono di voce si modifica, e via così.
Stare bene significa anche sapersi ascoltare, non soltanto pensieri belli o brutti, sentimenti, emozioni o desideri, ma ascoltarsi anche nei bisogni più elementari, quelli fisiologici e soddisfare le esigenze di un corpo che deciderà di seguirci lungo il percorso della vita in base a come lo si è trattato.
Non prenderemmo mai a calci la nostra auto, non la lasceremmo mai senza olio o benzina, e non rimarremmo mai sordi a rumori più o meno forti provenienti dalla nostra macchina, perché consapevoli che una sua giusta manutenzione è la garanzia per essere trasportati dove più desideriamo; il contrario sarebbe impossibile.
Allora mi chiedo, perché mai il conduttore del corpo non lo fa con la sua auto (per l’appunto il corpo)?
Le azioni ripetute più e più volte creano le nostre abitudini, provare a cambiarle con altre più utili per la nostra salute ci condurrà verso stili di vita più sani per il corpo e la mente.
Del resto non conosciamo il nostro corpo perché non sappiamo ascoltarlo.
