La mente

Che rapporto abbiamo con la nostra mente?

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La nostra mente può essere lo strumento più  potente e prezioso che abbiamo a nostra disposizione oppure il nostro peggiore nemico

La nostra mente funziona continuamente, con una produzione va dalle immagini più o meno disorganizzate del sogno a quelle perfettamente concatenate di una logica rigorosa. Tra questi due estremi si manifestano delle immagini più o meno nebulose e automatiche, che spesso ci accompagnano durante tutto il nostro stato di veglia.

Quindi penso che la prima cosa che può esserci utile è incominciare a fare delle distinzioni.

Per fare questo, userò il termine immagini mentali per riferirmi ai pensieri  involontari, automatici e casuali, a prescindere dal fatto che siano utili o no, mentre col termine pensieri mi riferirò all’attività della nostra mente che nasce dalla volontà di riflettere, rievocare o progettare.

Avere degli automatismi è molto utile, perché ci semplificano tantissimo la vita, ma, quando riguardano la nostra mente, è più il danno che ne riceviamo che l’utilità. 

Infatti l’incessante produzione di immagini mentali automatiche costituisce una sorta di  rumore di fondo, con contenuti che, di solito,  ci si propongono come:

  • Intimazioni
  • Minacce
  • Verità assolute
  • Giudizi: spesso a priori
  • Rimuginio sul passato
  • Preoccupazioni per il futuro
  • Descrizioni di noi stessi (positive o negative)

Questo rumore di fondo, che, nonostante l’apparenza,  è solo un insieme di immagini e parole/suoni dentro la nostra testa, purtroppo ci può provocare gravi danni, perché influenza fortemente le nostre emozioni, la nostra percezione della realtà e il nostro comportamento. Tutto ciò è aggravato  dal fatto che tutto questo processo può rimanere semicosciente o addirittura inconscio, per la velocità con cui le immagini mentali si succedono.

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Infatti, se la nostra mente ci ripropone le immagini o le parole di qualcuno che ci ha feriti, è molto probabile che proviamo rabbia e desiderio di vendetta o che ci sentiamo vittime e, se questo avviene con frequenza, incominceremo a vedere nel mondo che ci circonda solo ostilità e pericolo, fino a giungere ad una percezione paranoica. 

Se poi le immagini riguardano dei giudizi rigidi e malevoli su noi stessi, apparentemente motivati da ingenui paragoni con chi apparentemente è “più” di noi, è molto probabile che proveremo tutta una gamma di emozioni che possono andare dalla tristezza, allo scoraggiamento fino alla depressione, cosa che ci porterà a percepire i nostri obiettivi come irraggiungibili, perché molto più grandi di noi. 

Quindi le immagini mentali, quando non  sono neutre o positive,  ci torturano, costringendoci a vivere scenari spaventosi di catastrofi improbabili, con conseguenti stati ansiosi o depressivi, che assorbono tutte le nostre energie o ci costringono, per farli tacere,  a rifugiarci in distrazioni o dipendenze che ci creano ulteriori problemi. Cosi, quando ci sentiamo ansiosi,  possiamo ritrovarci con la sigaretta  in bocca, o, quando ci sentiamo soli, possiamo ritrovarci  a svuotare una scatola  di cioccolatini.

Tutto ciò accade non solo perché consideriamo “verità” quelle immagini, ma soprattutto perché ci identifichiamo, ci fondiamo con esse e con le varie emozioni che esse ci inducono, e viviamo, Ipnotizzati dalla nostra mente, in uno stato di “trance consensuale” come ci suggerisce Charles Tart.

La maggior parte dell’angoscia,  che tanti di noi  sperimentano, può essere ricondotta al nostro vivere in questa “trance”, come automi, che  agiscono, più o meno intelligentemente, solo in risposta a stimoli.

Ma Noi dove siamo? Chi gestisce tutta questa massa di immagini ed emozioni, che a volte si susseguono con ritmo incalzante? Chi decide? 

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Quanto siamo consapevoli di tutto questo? Riconoscerlo sarebbe il primo passo verso la libertà

Non possiamo impedire alla nostra mente di vagare, ma possiamo decidere di non farci  rapire e sequestrare, per vivere come realtà ciò che è solo una simulazione, una sequenza di immagini /suoni, a volte incoerenti, come spezzoni di un film.

Quali strumenti abbiamo?

Per sapere cosa sta succedendo dentro di noi, ci basta solo OSSERVARE, concentrando la nostra attenzione sulle  nostre sensazioni: tattili, cenestetiche, uditive, visive, gustative, olfattive; sulle nostre emozioni, sui nostri pensieri.

L’osservazione e la consapevolezza delle sensazioni ci permette di stabilire un rapporto più profondo col nostro corpo, di acuire i sensi, di essere nel qui e ora e soprattutto di non farci rapire dal chiacchiericcio della nostra mente. Inoltre,  i sensi acuiti migliorano l’ apprezzamento e il piacere di ogni momento e riducono il bisogno della quantità di stimoli  a favore della della qualità.

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L’osservazione e la  consapevolezza delle emozioni ci consente di accettarle e attraversarle tutte, senza la paura di esserne travolti, e di utilizzarle al meglio, come indicatori di bisogni reali o di immagini mentali sottostanti.

L’ osservazione  e la consapevolezza delle immagini mentali ci consente di vederle per quello che sono: un insieme di immagini e parole/suoni dentro la nostra testa. Anche in questo caso, si tratta di accettarle così come sono, con la consapevolezza  che noi diamo energia a tutto ciò contro cui lottiamo. 

Riepilogando, si tratta di:

  1. Guardare le nostre immagini mentali piuttosto che guardare/interpretare il mondo attraverso di esse
  2. Lasciare andare e venire le immagini mentali senza rimanere aggrappati ad esse
  3. Rispondere alle immagini mentali in termini di utilità e non in base al fatto che siano vere o false; cioè chiederci se possono aiutarci a creare la vita che vogliamo.

Tutto questo sembra facile, ma tutti sappiamo per esperienza diretta che non lo è, perché per padroneggiare l’attenzione ci vuole tempo, pazienza  e tanto allenamento

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Psicologia

2 thoughts on “LA MENTE

  1. Pingback: le identificazioni
  2. Un articolo illuminante!
    Non è facile modificare le ” immagini mentali ” ma essere consapevoli è sicuramente un grande aiuto.
    Bellissimo e utile, particolarmente in questo momento storico.
    Grazie ⚘

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