Auricoloterapia
L’auricoloterapia è una terapia basata sul pungere o massaggiare l’orecchio con lo scopo di curare squilibri e malattie organiche.
Si tratta di stimolare specifici e precisi punti che si trovano sul padiglione auricolare per migliorare o eliminare sofferenze nell’organismo.

Questa antichissima pratica trova descrizioni precise riguardo ai punti di riflessoterapia auricolare che risalgono a circa 50 secoli fa, scoperti e descritti dai Cinesi.

Mappa auricoloterapia cinese
Nello stesso periodo, anche la medicina persiana, egiziana e giapponese faceva uso di tale tecnica per la cura del corpo; la letteratura medica di tali civiltà ne contiene svariate descrizioni.
Le donne egiziane, ad esempio, la utilizzavano per divenire sterili.
In Occidente, uno dei primi a riferire informazioni sull’uso dell’auricoloterapia è Ippocrate (460 a.C. – 370 a.C.), che aveva conosciuto di prima mano tale interessante pratica.
Si era infatti stabilito in Egitto all’età di vent’anni, restandovi per tre anni.
Ne parla nel suo libro “Sulla Generazione”.
Anche in altre sue opere, come “Delle epidemie” o “Delle arie, delle acque e dei luoghi”, egli fa menzione della medicina auricolare, evidenziando come, in molte persone, alcuni stati infiammatori scomparissero completamente dopo incisioni nella zona auricolare.
Avicenna, medico, filosofo e matematico arabo (980 – 1037), e più tardi il medico portoghese Zacutus Lusitanus (1575 – 1642), erano soliti curare la sciatalgia e la cefalea attraverso la cauterizzazione dell’orecchio.
Questo metodo era conosciuto nel Medioevo da frati e barbieri, che curavano la sciatica praticando incisioni sull’elice dell’orecchio per provocare sanguinamento alla base.
È un metodo utilizzato ancora oggi in alcuni conventi.
Nel XIII secolo, anche i Turchi conoscevano questa tecnica e la praticavano con l’ausilio di bastoncini. Più tardi, nel XVIII secolo, in Occidente, il medico chirurgo Antonio Maria Valsalva (1666 – 1723) ne descriveva più tecniche nella sua opera “De Aura Humana Tractatus” che utilizzava specificamente per curare le odontalgie e le estrazioni dentarie.

Nel XIX secolo (1810), il medico Ignazio Colla racconta di un uomo che, dopo essere stato punto da un’ape sulla zona dell’antelice dell’orecchio, manifestò difficoltà nella deambulazione per diverse settimane.
Il dottor Colla, insieme al collega Cecconi, chirurgo di Parma, collaborò e approfondì le ricerche sulla medicina auricolare, utilizzandola per la cura della nevralgia sciatica.
Anche il dottor Rulker di Cincinnati (USA), nel 1850, e Luciani di Bastia (Corsica), nello stesso periodo, usavano curare la sciatalgia con tale pratica.
La nascita di una vera e propria scuola di auricolomedicina si deve al dottor Paul Nogier di Lione, nel 1951, XX secolo.

Egli notò che diversi pazienti provenienti dalla Corsica presentavano una comune cicatrice nella zona dell’elice, comprendendo che veniva praticata per curare la sciatalgia. Tale osservazione lo spinse a realizzare una mappa dell’orecchio.
La sua attenzione nel palpare l’orecchio dei pazienti fu una pratica costante, a cui si dedicava dopo la visita medica tradizionale. Ciò lo portò nel tempo alla costruzione di una mappa completa del padiglione auricolare, scoprendo che i punti distribuiti su di esso rappresentavano perfettamente un feto rovesciato.
Nel 1956, Nogier presentò i risultati dei suoi studi e la sua mappa — secondo la quale ogni punto rappresentava la proiezione di una parte del corpo — presso il congresso di Wiesbaden.
Paul Nogier viene così riconosciuto, attraverso il suo lavoro e le sue pubblicazioni, come il padre della terapia auricolare. Inizialmente, la scuola francese di Nogier si affiancò a quella cinese; col tempo, però, le due correnti intrapresero strade diverse, poiché differivano nell’interpretazione dei punti riflessi.
D’altronde i cinesi rivendicavano in tale pratica conoscenze e tradizioni che trovavano fondamento nell’antichissima MTC (Medicina Tradizionale Cinese)
Così, mentre in Occidente si parla di auricoloterapia, in Oriente si fa riferimento all’agopuntura auricolare.
Nuove ricerche
Nel tempo, i nuovi metodi di ricerca hanno permesso di confermare e migliorare sempre di più gli studi del dottor Paul Nogier.
Negli ultimi decenni, le nuove scoperte tecnologiche si sono rivelate fondamentali per molti medici e studiosi che si sono appassionati e dedicati sistematicamente allo studio del padiglione auricolare. Attraverso esperimenti e ricerche, l’auricoloterapia è diventata una terapia sempre più valida anche dal punto di vista scientifico.
Oggi sono molti i professionisti che utilizzano il padiglione auricolare a scopo diagnostico e terapeutico.
Campi di applicazione dell’auricoloterapia
I campi di applicazione dell’auricoloterapia sono svariati. I più frequenti includono:
- Reumatologia: nevralgia cervico-brachiale, sciatalgia, artrosi degli arti e della colonna, cruralgia.
- Traumatologia: distorsioni, slogature.
- Apparato digerente (dispepsie funzionali – coliche addominali)
- Sistema Nervoso (cefalee – depressione – ansia – insonnia)
- Malattie allergiche (asma – rinite allergica)
- Malattia dei vasi (emorroidi – varici – ipertensione)
- Malattie respiratorie (tonsilliti – faringiti – asma – russare “se non dipende da cause organiche”)
