Chi è il narcisista?
Il Grandioso e l’Incompreso: due tipologie apparentemente opposte
Il Grandioso

Il Narcisista classico, cioè quello facilmente riconoscibile, è il Grandioso; si presenta sicuro di sé, dotato di elevata autostima, preferisce parlare di sé, delle sue competenze e successi, ma cela in realtà un profondo vuoto interiore, vergogna e costante paura di essere smascherato.
Inoltre dichiara spesso di essere empatico e cerca anche di apparirlo, ma la sua empatia è solo mentale, non emotiva e quindi utilizzata non per instaurare connessioni autentiche, ma per sostenere la propria immagine di perfezione e manipolare gli altri.
Ovviamente questa grandiosa falsa costruzione, per essere mantenuta, necessita di un flusso continuo di energia, di un “carburante” emotivo, sotto forma di attenzione e ammirazione, la cui assenza può condurre a un crollo depressivo.
L’incompreso
È quello che tecnicamente viene definito Narcisista Vulnerabile, che, a prima vista, appare l’opposto del narcisista Grandioso. Infatti si manifesta come insicuro, ipersensibile alle critiche, ansioso e può apparire addirittura umile o vittimistico. Tuttavia, interiormente, ha una profonda convinzione di essere speciale e incompreso e una forte rabbia nei confronti del mondo che non lo capisce, non lo apprezza o non gli permette di esprimere la sua grandezza. Con queste premesse, ovviamente anche questa tipologia non può conoscere la vera empatia.
Invidia e Svalutazione
Poiché entrambi sentono il successo altrui come una minaccia che oscura il proprio valore, provano invidia e, per compensare questo sentimento, tendono a sminuire gli altri e ad utilizzare le relazioni interpersonali per ricevere attenzione e ammirazione come nutrimento del proprio ego.
Date queste dinamiche interne, è inevitabile che ne conseguano relazioni disfunzionali, che, tra l’altro, si sviluppano secondo un iter ben preciso.
Il Ciclo Distruttivo delle Relazioni Narcisistiche
1. Fase dell’Idealizzazione

Inizialmente, il narcisista idealizza l’altra persona, facendola sentire speciale, fornendo continuamente attenzioni, complimenti e ammirazione. Questo processo, simile a una “cotta” amplificata, genera nell’altra persona uno stato di grande euforia, determinata dall’enorme quantità di dopamina (il neurotrasmettitore del piacere) rilasciata dal cervello. L’overdose di dopamina purtroppo crea una forte dipendenza emotiva e, come una cocaina naturale, spinge a cercare continuamente la fonte di questo piacere
2. Fase della Svalutazione
Gradualmente (o in modo improvviso), il narcisista inizia il gioco dell’alternanza tra attenzione e distacco, smontando l’immagine positiva che aveva costruito dell’altra persona, attraverso critiche, silenzi e assenze per indebolirne l’autostima, poterla manipolare e sentirsi superiore.
Questo gioco instaura nello sfortunato partner la trappola del rinforzo intermittente, che perpetua la dipendenza psicologica, perché induce l’individuo ad attendere con ansia il momento in cui riceverà attenzione, anche se la frequenza di tali eventi diminuisce significativamente.
Così per ottenere nuovamente una piccola dose di ciò che ha generato quella sensazione di euforia, la persona sarà disposta a mettere da parte la propria razionalità e, a volte, persino il proprio rispetto di sé.

3. Fase dell’Abbandono (o della Sostituzione)
Quando l’altra persona riesce ad imporre dei limiti o diventa triste, ansiosa e probabilmente anche ossessiva, perché teme la rottura del rapporto, non soddisfacendo più le esigenze di nutrimento dell’ego del narcisista, viene da lui abbandonata. Abbandono che può manifestarsi in modo plateale o attraverso la semplice sostituzione con un’altra persona.
È inevitabile che questo iter abbia un impatto distruttivo sul partner, che continuerà a sperimentare dubbi sulle proprie capacità, senso di colpa e vergogna, perché è stato indotto a sentirsi responsabile di ogni problema, il tutto amplificato dall’isolamento sociale, orchestrato dal narcisista per controllarlo meglio e impedirgli di ricevere supporto da amici e familiari.
4. Il “Ritorno” (Tentativo di Risucchiamento)
Tuttavia, se il narcisista percepisce che l’altra persona cerca di riacquistare il controllo della propria vita, molto spesso tenta di “riprenderla” con promesse false, accuse, intimidazioni, atteggiamenti vittimistici o manipolazioni emotive.
Perché si entra in relazione con un narcisista?
Fascino (superficiale), carisma, sicurezza (apparente), autopromozione (che può essere scambiata per successo reale), possono facilmente attrarre chiunque, perché generano energia e facilitano la proiezione su di lui di qualità desiderate, ma inesistenti. Se poi ad una persona viene offerta idealizzazione, attenzione intensa e senso di unicità, la relazione diventa una fonte primaria di conferma identitaria.

Ma ciò che crea la trappola è il rinforzo intermittente: il gioco dell’alternanza tra attenzione e distacco genera dipendenza psicologica nel partner, perché porta ad aspettarsi il momento dell’attenzione, anche se diventa molto raro .
Se poi una persona è un po’ isolata socialmente o si trova in un momento particolare della propria vita, è molto più vulnerabile alle manipolazioni del narcisista, perché più bisognosa di conferme esterne .
Oltre la Maschera
Da tutto questo si potrebbe dedurre che il narcisismo sia una forma esasperata di amore per sé stessi, ma la realtà che si cela dietro questa facciata è molto più complessa e dolorosa.
Il disturbo narcisistico non è un eccesso d’amore di sé, ma la sua negazione più profonda: è la storia di un Sé autentico sacrificato sull’altare di un’immagine idealizzata.
L’Identificazione con l’Immagine
Infatti il nucleo del narcisismo risiede in uno slittamento profondo: la persona non si identifica con il proprio Sé reale, che include corpo, mente ed emozioni, ma con un’immagine di sé grandiosa e artefatta, al punto da non riuscire più a distinguere tra ciò che è e ciò che appare.
Questa scissione da se stessi è possibile solo negando la realtà di un Sé incarnato in un corpo, che non viene vissuto come la sede delle emozioni e della vita, ma come un mero strumento della mente, una macchina efficiente o una statua da esibire, funzionale all’immagine. La vita del narcisista, di conseguenza, non si fonda sul sentire, ma sull’apparire.
Le origini: Rifiuto e Seduzione
Chi è veramente il narcisista?
È un ex bambino che è stato da un lato rifiutato nella sua vera essenza, nei suoi bisogni ed emozioni e che dall’altro è stato sedotto, con la promessa di “Essere Speciale”, da genitori che, mossi dal proprio narcisismo, hanno proiettato su di lui le proprie aspirazioni insoddisfatte e gli hanno fatto una tacita offerta: “Se risponderai ai miei bisogni, se sarai come voglio io, non sarai più rifiutato, ma sarai speciale”.
Il bambino ha accettato, perché non poteva fare diversamente. Bisognoso d’amore e di accettazione per crescere, ha imparato a mostrare solo la sua parte accettata, la sua parte brillante, nascondendo e rinnegando tutto ciò che il genitore ha trovato inaccettabile: le sue paure, i suoi bisogni, la sua fragilità, considerandoli aspetti cattivi della sua natura e costruendosi una gabbia dorata fatta di autonegazione .
Crescendo le caratteristiche di questo “Essere speciale” diventano piano piano disumane, diventano “Posso fare tutto” “So tutto” “Per esistere devo essere adorato, ammirato”
Ma, dietro quella maschera di sicurezza, si celerà un profondo e costante disagio interiore, perché quell’immagine che lui si è costruita è inconsistente e può crollare da un momento all’altro di fronte ad una critica o un feedback negativo.
Per questo avrà bisogno continuamente dell’ammirazione dell’altro, mentre la critica scatenerà reazioni di rabbia o chiusura, per nascondere a sé e agli altri la vergogna e la depressione sottostanti. A ciò si aggiungerà la costante insoddisfazione, perché nessun successo o bene materiale potrà mai colmare la carenza essenziale: il contatto con i propri reali bisogni.
Incapace di Amare, perché non ha un Sé da condividere, ma solo un’ immagine, eviterà l’intimità e vivrà la sessualità come prestazione, mentre la mente sarà popolata da fantasie di potere.
Dietro la maschera, nonostante le apparenze, si cela quindi un’esperienza di vuoto che nessuna lode potrà mai colmare, perchè l’assenza di contatto con il proprio Sé corporeo, nata per inibire la tristezza e la paura, provoca un’anestesia emotiva, che preclude anche la gioia, il piacere e la sensazione di sentirsi vivo e umano.
Il narcisismo si rivela quindi per quello che è: una tragica difesa da un dolore infantile insopportabile. La via d’uscita, se mai possibile, non passa attraverso l’accumulo di successi e ammirazione, ma attraverso la dolorosa e coraggiosa riscoperta e accettazione del Sé autentico, con i suoi limiti, le sue fragilità e le sue emozioni, che sono poi ciò che ci rende profondamente umani.
