Erbe tintorie
I capelli, fin dai tempi antichi, hanno rappresentato per l’essere umano un punto di forza.
Sia per l’uomo che per le donne mostrare una bella capigliatura ha significato e significa evidenziare un proprio modo di essere, uno stato interiore che ne esprime una precisa personalità.
Se torniamo indietro nel tempo, nobiltà, re e regine non rappresentavano con le loro parrucche ben acconciate uno status sociale?
E agli indiani d’America, soliti portare lunghi capelli indistintamente uomini e donne, non veniva tolto lo scalpo come trofeo di guerra per mortificare il nemico ed annientarne le forze?
Le lunga chioma folta e luminosa è sempre stata, fin dai tempi antichi, una caratteristica attribuita a divinità, eroi e imperatori.
Il taglio delle chiome ha rappresentato nell’antico passato e in quello più recente (come nel periodo della 2° guerra mondiale e non solo) un atto simbolico ad indicare sottomissione e mortificazione, privando chi lo riceve della sua dignità, onore e forza interiore.
Ma se ieri i capelli rappresentavano uno status, un concetto di forza e chissà quante altre caratteristiche non note, oggi si fa riferimento al concetto di moda con taglio, colore, e acconciature.
In questo articolo tratteremo nello specifico le tinte dei capelli e quali modalità si è soliti attuare al giorno d’oggi, una scelta spesso compromettente per la nostra salute.
Intanto la prima domanda da porsi è:
Perchè si decide di tingersi i capelli?
Le motivazioni possono essere diverse, ci sono persone che lo fanno per coprire i primi capelli bianchi, altre invece vogliono cambiarne il colore o ravvivarne semplicemente quello naturale, altre ancora amano cambiare spesso taglio e colore per sentirsi sempre diverse e alla moda.
Qualunque sia la motivazione, sicuramente almeno una volta quasi tutti hanno provato ad usare una tinta.
Non mi riferisco soltanto alle donne, che certamente rappresentano la stragrande maggioranza, ma anche agli uomini.
Adesso la seconda domanda, probabilmente la più importante è: ci siamo mai chiesti cosa mettiamo sulla nostra testa?
Avete provato a leggere gli ingredienti delle tinte riportati sulla confezione? Vale lo stesso quando ci affidiamo al nostro parrucchiere, semplicemente non abbiamo una confezione a nostra disposizione da leggere, qualora dovessimo essere curiosi e volessimo sapere quali sostanze entrano in contatto con il nostro cuoio capelluto, capello compreso.
Non credo che molte persone leggano gli ingredienti riportati sulle confezioni e ancora meno quante conoscano le differenze tra una colorazione chimica e una vegetale.
Nonostante tutto, negli ultimi decenni sempre più persone si sono avvicinate a questo mondo incuriosite forse dalla possibilità di colorare i capelli utilizzando piante e polveri vegetali impiegate da secoli in molte culture del mondo.
Ed ecco la domanda che riguarda le cosiddette “erbe tintorie”, cosa sono?
L’utilizzo di piante per colorare pelle, tessuti e capelli è una tradizione antica quanto l’uomo.
Gli antichi Egizi, ad esempio, facevano largo uso di hennè sia per scopi estetici che rituali. Diverse tracce sono state ritrovate anche nelle mummie.

Anche in India, Medio Oriente e Nord Africa le erbe tintorie sono state utilizzate per la cura della persona per secoli.
Può sembrare dunque che si tratti di una nuova scoperta, invece l’utilizzo delle piante è una pratica antichissima che stiamo riscoprendo nei tempi moderni.
Di solito quando si decide di cambiare colore dei capelli ci si affida a prodotti già pronti che è possibile trovare al supermercato o in profumeria.
Si sceglie il colore desiderato, si segue la procedura indicata sul foglietto illustrativo e si attende il risultato, senza porsi troppe domande.
Se dovessimo scegliere di fare la tinta con erbe tintorie è bene sapere che funzionano in modo differente.
Se da un lato le colorazioni chimiche modificano totalmente la struttura del capello attraverso processi ossidativi, dall’altro lato invece le erbe tintorie depositano i loro pigmenti naturali sulla superficie del capello senza alterazione alcuna.
Inoltre il risultato finale dipende dal colore naturale di partenza e la stessa miscela può dare differenti risultati su persone diverse.
Quando si parla di erbe tintorie, viene subito da pensare all’henné, pianta che deriva dalla Lawsonia inermis, arbusto spinoso dalle cui foglie essiccate e polverizzate si ottiene una polvere verde che rilascia un pigmento naturale conosciuto come lawsone.

È proprio questo pigmento che conferisce ai capelli quei caratteristici riflessi rossi e ramati.
Naturalmente questa particolarità ha portato a far credere a molte persone che l’henné possa donare soltanto ed esclusivamente chiome rosse.
Non è così, poiché il risultato dipende da molti fattori, alcuni fra i più comuni sono:
- colore naturale dei capelli;
- presenza e quantità di capelli bianchi;
- qualità delle polveri utilizzate;
- tempo di posa;
- altre eventuali erbe presenti nelle miscele.
Oltre alla Lawsonia inermis, infatti, altre piante solitamente vengono utilizzate nelle miscele, oppure da sole per migliorare la salute dei capelli. Alcune hanno funzione colorante, mentre altre vengono utilizzate principalmente per le proprietà cosmetiche e rinforzanti e riflessanti.
Eccone alcune fra le più conosciute:
Indigo, Katam, rabarbaro, crespino, cassia, mallo di noce, shikakai, amla, katha.
Una delle domande più frequenti che si pongono le persone è: le erbe Tintorie coprono davvero i capelli bianchi?

La risposta è sì, anche se è necessario precisare che vi sono diversi fattori che possono compromettere la copertura totale: la quantità di capelli bianchi, colore desiderato, qualità delle erbe utilizzate, tempi di posa e tecniche di applicazione e naturalmente tipo di capello nonchè la sua struttura.
Ci sono casi in cui, ad esempio è necessario fare due applicazioni consecutive, particolarmente per chi desidera tonalità molto scure.
In linea generale l’effetto che si riscontra sulle chiome è di un colore non uniforme e artificiale, ma naturale e variegato, con bellissimi riflessi lucenti.
È giusto evidenziare che all’inizio, per chi decide di passare all’uso delle piante, vi possono essere alcune difficoltà, soprattutto se non si conosce l’argomento e si decide di fare da sé.
Non bisogna scoraggiarsi comunque, occorre invece pazienza, attenzione e tempo. E soprattutto informarsi per conoscere. La preparazione dell’impacco è una delle prime difficoltà.
Di solito le polveri vengono mescolate con acqua tiepida fino ad ottenere una consistenza della miscela simile a quella dello yogurt. Questa verrà poi applicata sui capelli puliti e lasciata in posa per un tempo variabile che può andare da meno di un’ora fino a diverse ore, a seconda delle piante utilizzate e del risultato che si desidera ottenere.

Tale procedimento che risulta più lungo rispetto ad una normale tinta chimica, scoraggia non poche persone. Ma riflettiamo un momento, quanto vale la salute dei nostri capelli? Vale proprio il tempo che gli dedichiamo e se poi pensiamo a quanto altro tempo sprechiamo svolgendo attività poco importanti e spesso banali, allora forse ci siamo già dati una risposta. Il tempo dedicato a noi stessi dovrebbe essere di qualità, questo è fondamentale.
È vero che inizialmente la procedura può sembrare complicata ma con il tempo può diventare un’abitudine piacevole. Non si tratta di aprire una confezione con istruzioni standard da seguire, ma è necessario conoscere le piante, imparare a utilizzarle, osservare come i nostri capelli reagiscono e quali risultati otteniamo. È necessario essere più partecipativi e consapevoli.
All’inizio quando si utilizzano le erbe tintorie è facile fare qualche errore. Avere aspettative poco realistiche è uno di questi, se vogliamo considerarlo errore.
La miscela vegetale non produce lo stesso risultato della tinta chimica, molti fattori influenzano il risultato finale come già precedentemente detto.
Inoltre le erbe lavorano in modo progressivo e spesso sono le applicazioni aggiuntive e successive che portano ad un ottimale risultato.
Un altro determinante fattore è legato alle qualità delle erbe tintorie, poiché non tutte le erbe presenti sul mercato sono di qualità.
Una domanda che di frequente viene posta da molte persone riguarda la sicurezza delle erbe tintorie.
L’interesse verso queste nasce proprio dal voler utilizzare prodotti meno aggressivi, in molti casi, infatti, le allergie che compaiono con le tinte chimiche spingono ad orientarsi verso altri prodotti.
Di solito le erbe tintorie vengono tollerate nella maggior parte delle persone, ciononostante possono verificarsi casi individuali di particolare sensibilità.
Per questo motivo è sempre consigliabile effettuare una prova sulla pelle per essere sicuri di non avere reazioni allergiche di alcun tipo.
È bene chiarire che le erbe tintorie nulla hanno a che vedere con prodotti che impropriamente vengono definiti “naturali”. Spesso infatti vi sono in commercio colorazioni che non sono affatto naturali.
Per questa ragione è importante leggere le etichette attentamente.
Questo non significa che siano prodotti pericolosi, ma semplicemente non si tratta di “erbe tintorie”.
La consapevolezza anche in questo è fondamentale.
Ogni persona è libera di scegliere il metodo che preferisce per colorare i propri capelli.
Non esiste una soluzione che vada bene per tutti, né tanto meno si può stabilire cosa sia giusto e cosa sia sbagliato.
Molte persone continueranno a preferire le tradizionali colorazioni e va bene così. Quello che conta è sapere che abbiamo la possibilità di essere informati e di fare conseguentemente delle scelte consapevoli.
Spesso il benessere non dipende dai risultati ottenuti, ma anche dalla consapevolezza che otteniamo durante un percorso che scegliamo di seguire.
