il vero Sé

il vero sé
Scissione- acquerello -E. Russo

Come dicevamo nel precedente articolo, nasciamo con un nucleo originario inconscio di potenzialità che attendono di potersi esprimere pienamente: il nostro Sé, che durante tutta la vita inconsciamente ci sollecita a renderlo manifesto, quindi il nostro compito sarebbe diventare quello che già siamo…

Ma come fare per attualizzare ciò che siamo in potenza?

Come possiamo liberarci dagli inevitabili condizionamenti ambientali per riappropriarci di noi stessi?

Partiamo dai momenti speciali

Se siamo riusciti a mantenere delle parti anche piccole di noi stessi non soggette al falso Sé, potremmo proprio partire da queste, per cercare poi piano piano di ampliarle. Cominciamo col chiederci quali sono queste parti. Come possiamo riconoscerle? Facciamo attenzione ai momenti in cui ci sentiamo totalmente assorti in ciò che stiamo facendo, in cui non sentiamo alcuna pressione interna ad essere o fare qualcosa di diverso, in cui siamo totalmente nel presente e ci sentiamo perfettamente a nostro agio: non ci giudichiamo e osiamo percorrere strade insolite, col piacere del gioco, affidandoci solo a ciò che sentiamo dentro, senza preoccuparci del risultato o di eventuali critiche.

Riconnettiamoci all’infanzia:

il vero sé
immersione-acrilico- E. Russo

 Se non abbiamo subito traumi molto precoci, molto probabilmente abbiamo vissuto i nostri primi anni in sintonia con il nostro vero Sé e abbiamo avuto la fortuna di fare emergere in qualche modo le nostre caratteristiche peculiari, sotto forma di giochi di ruolo, di abilità particolari, di inclinazioni, tipo di energia, stati d’animo, interessi. Se quindi abbiamo avuto già dei segnali da parte del nostro vero Sé , dobbiamo riprendere questo filo, tentando di ricostruire i nostri primi anni, cercando di conoscere cosa ci piaceva fare, anche in base a ciò che di noi dicevano i “grandi”, quello che osservavano o quello che osteggiavano. 

In questo lavoro di ricostruzione ci potrebbe aiutare andare a recuperare le foto che riguardano quella nostra età, per  poi scegliere quelle che ci risuonano di più e osservarle il più spesso possibile, per cercare di cogliere il messaggio che quel volto ci dà e soprattutto per sentire quella che era la nostra energia originaria.

…e all’adolescenza

Un altro momento cruciale di manifestazione del nostro vero Sé è quello dell’adolescenza, quando appaiono i primi ideali, le contestazioni, i sogni: quali erano i nostri ideali? Cosa contestavamo del mondo dei nostri genitori? Estremismi  e mode a parte, inevitabili in quella fase in cui prevalgono le emozioni e il bisogno di omologarsi al  gruppo di riferimento, forse potremo rintracciare qualcosa di totalmente nostro, che può incominciare a indicarci la strada.

Ascoltiamo il nostro malessere più o meno sotterraneo: 

Tristezza, depressione, senso di estraneità  nei confronti di noi stessi e degli altri, di vuoto, di inutilità, di insoddisfazione,  di indifferenza nei confronti di  ciò che facciamo, sono tutti segnali del fatto che la vita che stiamo vivendo non è la nostra e che il nostro vero Sé sta premendo per esprimersi.

Scopriamo i nostri valori. 

il vero sé
sogno-danzante-tecnica-mista-E.Russo

La voce del vero Sé si esprime soprattutto attraverso i valori.  I valori  rappresentano i nostri desideri più profondi sul modo in cui vorremmo condurre la nostra vita  e interagire con il mondo; riguardano le qualità che vogliamo sviluppare e la qualità del nostro agire quotidiano. Quindi  come desideriamo essere, come vogliamo che siano i nostri rapporti e che cosa vogliamo fare nella nostra vita per renderla piena di significato per noi.

 Quando cerchiamo di connetterci con i nostri valori, dobbiamo  stare però attenti a non confonderli con i costumi morali o  con le regole proposte  dalla religione o dalla cultura a cui apparteniamo. Ovviamente alcuni dei nostri valori possono coincidere con questi, ma, per essere veramente nostri, li dobbiamo sentire profondamente ed essere sempre in connessione con essi. 

Un autentico valore personale diventa una sorta di centro energetico, che noi stessi carichiamo con la nostra attenzione costante,che ci dà forza, ci indica la strada e connota qualitativamente la nostra vita.

Osserviamo la mente

Dobbiamo attivare il nostro “OSSERVATORE”, cioè quella parte di noi che osserva tutto ciò che arriva alla nostra consapevolezza: emozioni, sensazioni e soprattutto i pensieri, che di solito affollano la nostra mente, per prendere le distanze dalle idee limitanti e ricorrenti, che rendono la  nostra mente un circuito chiuso, in cui esistono solo le idee  e i valori che ci sono stati inculcati, e  che ci impediscono di essere aperti al nostro vero Sé.

Siamo neutrali

In quest’opera di liberazione della mente per fare spazio al nostro vero sé, dobbiamo imparare a coltivare la neutralità ed accettare serenamente qualunque cosa osserviamo dentro di noi, anche se non ci piace. La critica e la lotta sono forme di dipendenza/fusione che ci legano sempre più fortemente a ciò che osteggiamo; solo l’osservazione neutrale e serena ci potrà liberare da ciò che non vogliamo.

Siamo creativi

il vero sé
Sulla-via-di-Damasco-tecniche-miste-E. Russo

Di solito attribuiamo alla parola creatività un significato molto limitato, pensando che essere creativi significhi solo creare delle opere d’arte. Ma la creatività è la normale e genuina espressione del  vero Sé, che riguarda qualunque ambito della nostra vita; qualunque cosa facciamo o diciamo può essere fatta in modo creativo oppure solamente ripetitivo.

Realizziamo il vuoto creativo

Spesso cerchiamo di mantenere  la nostra mente in continua attività, rischiando di diventare dei robot iperattivi, perché  inconsciamente abbiamo paura di essere vuoti. Se riusciamo a tollerare questa temporanea paura, permetteremo a tutti i pensieri che affollano nostra mente di dileguarsi così come sono venuti, e in quel silenzio potremo incominciare ad udire la flebile voce del nostro vero Sé.

Dobbiamo rimanere ricettivi e rilassati, e contemporaneamente pazienti e senza aspettative; lentamente  il silenzio interiore comincerà a trasformarsi in energia e ci sentiremo guidati da qualcosa che ci darà istruzioni pratiche, incoraggiamento, saggezza.

Tutto questo ci permetterà di non sentirci più stanchi e imprigionati nella routine, perché tutto ciò che faremo ci sembrerà sempre nuovo ed interessante. 

Ci sentiremo sempre più reali, più veri, e questo ci darà pienamente il senso della nostra unicità, ci permetterà di apprezzare la nostra ricchezza e l’inevitabile differenza dagli altri, che ci aprirà la strada alla piena accettazione e apprezzamento di noi stessi, mettendoci al riparo dal bisogno del consenso che minaccia l’autostima

il vero sé
Doppio-infinito-E.Russo

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Psicologia

1 thought on “il vero Sé

  1. Grazie Pina, mi è molto piaciuto.Recettivi, rilassati, pazienti e senza aspettative, facile non è, ma ci proviamo!
    Bello il dipinto ” Suulla via di Damasco”.
    Un abbraccio grande.

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