La Rosa


La Rosa appartiene alla famiglia delle rosacee; il nome fu dato a questa specie dagli antichi romani.
Comprende oltre 100 specie e altrettante variazioni spontanee che crescono nei boschi, fra pini e faggi, fra cespugli e siepi fino ai 1000/1500 metri d’altezza .

La fioritura si presenta dal mese di maggio fino a luglio inoltrato. 
Tutte le qualità di rose preferiscono un terreno ben drenato, illuminato e soleggiato.
Fatta eccezione per qualche specie che è in grado di sopportare anche una posizione più ombreggiata, per lo più le rose amano il sole.
Le innaffiature devono essere sempre abbondanti, particolarmente in primavera ed estate. 
E’ quindi sempre conveniente innaffiare la pianta anche quando il terreno è fresco e non arido, perché la rosa non ama rimanere a secco. 
Il terreno migliore per la rosa è quello leggermente acido e fertile, mentre sono da escludere quelli sabbiosi o argillosi. 
Per ovviare al problema si può sempre comunque modificare il terriccio con aggiunta di composti adeguati alle esigenze della specie. 


Un po’ di storia

La rosa è la pianta più conosciuta e coltivata al mondo, già nell’antichità se ne conosceva e se ne cantava la bellezza. 
Poeti e artisti di ogni antico popolo ne lodavano le straordinarie qualità estetiche e terapeutiche. 
Persiani e Babilonesi coltivavano rose e i giardini pensili dell’antica Babilonia ne erano pieni; ne abbiamo notizie grazie alla narrazione del poeta Erodoto. 
I greci e i romani le coltivavano per uso ornamentale e per scopi terapeutici ed erano soliti utilizzarle per la produzione di oli essenziali. 
In particolare modo i romani avevano una grande passione per la coltivazione delle rose; i giardini, dove ne venivano coltivate molteplici specie, erano conosciuti come “Rosarie” e inoltre grandi erano le quantità e qualità di rose che erano soliti importare dall’Egitto. 
Si narra che Nerone, durante le feste e banchetti, facesse stendere sugli invitati una gran quantità di petali di rose che venivano giù da fori ricavati nel soffitto.

Anche durante il medioevo le rose venivano utilizzate come piante medicinali: per problemi digestivi, gastrici, disturbi mestruali, ansia, mal di testa, problemi epatici, affezioni cutanee e anche contro la peste.
Nel XIX secolo furono molte le specie di rose che si importarono dai paesi asiatici e che si sommarono a quelle già esistenti in Europa. 
Anche dopo questo periodo comparvero altre qualità e varietà di rose, dalle rampicanti a quelle a cespuglio o in miniatura. 

È proprio per questa ragione che il numero di varietà è talmente elevato da creare ancora oggi non poche difficoltà nel citarle e descriverle tutte .

Utilizzo e proprietà della rosa

Della rosa si utilizzano le foglie, i petali dei fiori, i frutti e i semi.
Le foglie si possono raccogliere in estate, poste all’ombra si fanno essiccare per bene e dopo possono essere conservate in sacchetti di carta.
I petali si raccolgono da maggio a luglio, nel periodo ovviamente di fioritura; anch’essi  vanno posti all’ombra per essere ben essiccati, per poi venire conservati in appositi sacchetti.
I frutti e i semi, principalmente quelli della rosa canina, si raccolgono ad agosto e settembre, vanno poi posti al sole per l’essiccazione e dunque conservati sempre in sacchetti di carta.

Tutte le parti della rosa vengono utilizzate, poiché ogni componente contiene sostanze medicinali e terapeutiche.
Le preparazioni che si possono ottenere dalle rose sono infusi, sciroppi, decotti, vino medicato, macerato glicemico, oli essenziali, polveri, miele, conserve.


Rosa Centifolia e Rosa Damascena

Rosa Centifolia Rosa Damascena


La rosa centifolia, conosciuta anche come rosa francese o rosa del Marocco, sembra avere origine dall’antica Persia. 
La pianta raggiunge più di 2 metri di altezza e i fiori che produce sono solitamente rosa o rosso porpora.
Viene utilizzata solitamente per la produzione dell’assoluto di rosa. L’olio ricavato è di  colore giallo chiaro con un dolce e ricco profumo.

La rosa damascena, conosciuta anche come rosa della Bulgaria o rosa turca, ha origini orientali ed è considerata “la Regina dei fiori”. La maggior parte degli aromaterapeuti sono concordi nell’affermare che l’olio di tale specie è tra i più fini. La pianta si presenta spinosa, con un’altezza che varia fra uno e i due metri con fiori spesso di color rosa.
L’olio essenziale della rosa damascena vira dal giallo chiaro al trasparente.Ha un profumo dolce e speziato.

Entrambe le rose vengono coltivate prevalentemente in Tunisia, Marocco, Italia, Francia, Cina.
L’assoluto di rosa (della rosa centifolia) e l’olio (della rosa damascena), vengono principalmente prodotti in Italia, Francia, Cina.

L’olio essenziale di rosa è molto costoso, perché occorrono moltissimi chili di petali per poterne produrre una certa quantità; quindi spesso in commercio l’olio di rose non è puro al 100% ma viene mescolato con olio di geranio o palmarosa e le boccettine contengono una percentuale di olio essenziale di rosa che non supera il 10%. 
Da non dimenticare poi l’acqua di rosa, che è ottenuta dai petali freschi, è sempre molto richiesta ed usata fin dai tempi antichi.
La rosa è adatta alla cura della pelle secca o delicata, delle rughe, eczema, capillari rotti, pelle sensibile. Ha un’azione emolliente e idratante ed è utile in caso di infiammazioni.
È anche indicata per problemi circolatori, palpitazioni, tachicardia, mentre sull’apparato digerente agisce contro la nausea, dispepsia e gastroenterite. 
L’olio di rosa è particolarmente indicato per problemi dell’apparato riproduttivo femminile, per problemi mestruali, sindrome premestruale e disturbi dell’utero.
Poichè agisce anche sul sistema nervoso, è indicato per depressione, insonnia, tensione, malinconia, disturbi affettivi, separazioni, lutti. 
L’olio di rosa non è tossico né irritante.

Rosa canina

La rosa canina, conosciuta come rosa selvatica, era soprannominata rosa dei cani poiché la sua radice veniva utilizzata contro la rabbia.
È una specie spontanea che raggiunge oltre i tre metri di altezza, presenta spine robuste, con fiori che possono andare dal bianco al rosa con sottostanti gruppi di foglioline.
È una qualità di rosa molto resistente in grado di sopportare diverse condizioni climatiche.
Possiamo trovarla anche in alta montagna, nei boschi fra pini e abeti con temperature molto gelide in inverno.
La pianta è ricca di vitamina C, flavonoidi e carotenoidi, antiossidanti che rafforzano il sistema immunitario, diminuiscono le infiammazioni e proteggono da malattie degenerative.
Recenti studi hanno dimostrato effetti sui pazienti affetti da osteoartrite, nei quali si è evidenziata una netta diminuzione delle infiammazioni in corso, del dolore e della rigidità articolare.
In commercio esistono integratori a base di rosa canina, ottimi se non si ha la possibilità di avere i frutti freschi.
Infusi e tisane possono essere un’altra alternativa per consumare le benefiche sostanze di questa pianta.
Inoltre possiamo farne uso nella quotidianità preparando delle gustose marmellate.

Ecco come procedere

i frutti di rosa canina vanno ripuliti dai peli e dai semi della pianta e pesati.
Su 500 g di frutti di rosa canina aggiungere 250 g di zucchero, il succo di mezzo limone e un po’ di cannella, se piace.
In una padella antiaderente con mezzo bicchiere d’acqua fare cucinare il composto fino a farlo restringere e renderlo denso.
Se preferite la marmellata senza pezzi grossolani, usate a metà cottura il minipimer per frullare i frutti; la vostra marmellata risulterà più liscia e omogenea.
Quando è pronta versatela in vasetti di vetro, precedentemente sterilizzati, chiudeteli ermeticamente e poneteli a testa in giù (così si formerà il sottovuoto) coperti con canovaccio. Potete metterli in dispensa 24 ore dopo.
In questo modo la marmellata può durare un anno, la quantità di zucchero la conserverà per bene.
Se invece preferite una conserva meno zuccherata, dovrete consumarla nel giro di  di qualche settimana oppure riporla in vasetti più piccoli, surgelarli  e scongelarli all’occorrenza quando avrete deciso di usarla nell’arco di pochi giorni.

Un altro modo piacevole di usare le rose in cucina, è quello di usarne i petali nelle insalate o come decorazioni, così come erano soliti fare nell’antichità; naturalmente qualunque rosa può andar bene così da scegliere il colore che più ci aggrada.

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Naturopatia

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