Erbe tintorie – Terza Parte
Cassia
La cassia obovata, corrisponde alla cassia italica e viene spesso chiamata “henné neutro”. È bene però non confonderla con la varietà di Lawsonia inermis in quanto non è un vero henné.
Cresce nelle zone subtropicali, particolarmente nei territori dell’India. Le foglie della pianta vengono raccolte, lavate, essiccate e poi ridotte in una sottile polvere.
Questa polvere somiglia a quella della Lawsonia, ma non ha alcun potere tintorio.
Sui capelli castani o scuri, se la utilizziamo da sola, non causa variazioni di colore evidente.
Utilizzata invece su capelli bianchi, grigi, biondi o molto chiari può lasciare un riflesso giallo o dorato.
Per tale motivo non è conveniente usare la cassia per lunghi periodi sui capelli bianchi poiché tale riflessi giallastri, che spesso risultano antiestetici.
Il pigmento che contiene la cassia è molto delicato e non è in grado di schiarire in alcun modo capelli più scuri. Spesso viene aggiunta a miscele per diluire il potere tintorio della Lawsonia così da ottenere tonalità ramate più chiare, oppure viene utilizzata come base per preparazioni che hanno l’obiettivo di creare riflessi dorati.
Nella cassia non vi sono dunque proprietà coloranti, tutt’al più riflessanti, mentre le sue virtù sono ottime per trattare e migliorare la qualità dei capelli.
Rinforza e protegge i capelli, dona morbidezza e lucentezza alla chioma, regola la secrezione del sebo, calma il prurito che scaturisce da eventuali irritazioni o infiammazioni del cuoio capelluto, ferma il riprodursi della forfora, è un ottimo rimedio per i pidocchi.

Il mallo è la parte carnosa che avvolge il guscio della noce.
La pianta di noce comune è la Juglans regia, che ha origine nei territori che si trovano fra l’area del Mediterraneo orientale e l’Asia occidentale.
Quando il frutto matura, il mallo tende a scurirsi e ha il potere di macchiare con facilità mani, tessuti o qualunque altra superficie con la quale entra in contatto. Questo perché nel mallo, ma anche in altre parti della pianta, si trova una sostanza che si chiama juglone, il cui potere tintorio è in grado di arricchire le tonalità brune e castane, modulando l’evidente rosso della Lawsonia.
Le colorazioni del mallo di noce possono variare dal giallo-bruno fino a tonalità marroni più scure.
Non bisogna però aspettarsi il potere tintorio dell’henné: per tale motivo spesso viene associato alla Lawsonia, all’indigo, alla cassia e altre piante.
Se la polvere del mallo di noce viene mescolata con acqua e utilizzata da sola, può dare differenti risultati che variano in base al tipo di capello, così come la durata del riflesso ottenuto può ovviamente cambiare.

Shikakai
Lo Shikakai viene spesso menzionato fra le erbe tintorie, in realtà è una pianta che si presta bene ad altra funzione.
La pianta è conosciuta tradizionalmente con il nome Acacia concinna ed è un arbusto originario dell’India.
Dai fiori raccolti ed essiccati si ottiene una polvere che a contatto con l’acqua è in grado di detergere i capelli grazie alle saponine, sostanze contenute nella pianta.
In India , infatti, si utilizza per lo più per lavarsi capelli, e portare via sporco e sostanze grasse.
Lo Shikakai non è dunque una principale pianta tintoria, non è in grado di produrre un intenso e visibile colore, il suo pigmento non ne ha la forza, ha più un’azione detergente, è in grado di combattere la forfora e di donare ai capelli una morbidezza come pochi altri prodotti sembrano in grado di fare.
Può essere comunque abbinata ad altre erbe tintorie per ottenere un trattamento cosmetico più intenso sulla chioma.

Rabarbaro
Il rabarbaro (Rheum officinale) è una pianta utilizzata fin dall’antichità per le sue proprietà medicinali e cosmetiche.
Utilizzata anche in cucina, si presta bene per tingere i capelli.
La polvere, ottenuta dalle foglie oppure dalla radice, permette di ottenere toni biondi quando ci troviamo di fronte una chioma chiara, se i capelli sono più scuri ha un’azione schiarente.
Il colore rilasciato sul capello non è comunque permanente e tende a scolorirsi.
Il rabarbaro viene infatti combinato con altre polveri, coloranti o meno, per ottenere varie combinazioni di henné biondi.
Si può utilizzare anche da solo e su capelli già chiari dona riflessi di un caratteristico colore dorato.

