Iridologia parte prima

Si dice che gli occhi siano lo specchio dell’anima, ed è vero.

Quando qualcosa non va gli effetti di un qualunque disagio si manifestano sul volto, e particolarmente sullo sguardo.

Gli occhi hanno una grande rilevanza nella comunicazione non verbale; con gli occhi, senza proferire alcuna parola, è possibile dire tutto o quasi. 

Nelle relazioni umane sono importanti come del resto lo sono nel regno animale, almeno per quegli esseri che ne sono dotati.

Attraverso lo sguardo siamo in grado di notare tristezza, ostilità, commozione, vivacità, stanchezza, ironia, frenesia, ilarità, follia e  via così. 

Sono solo alcuni esempi di una manifestazione esterna in grado di riflettere uno stato interiore.

Cos’è l’iridologia?

Il termine iridologia è composto da “iride” e “logia” e nasce dal greco. Iride significa arcobaleno, in riferimento alle varie sfumature di colore per l’appunto dell’iride, cioè quella parte dell’occhio che circonda la pupilla. 

” Logia” è il suffisso che va aggiunto e che significa ” studio, trattazione, teoria…”.

L’iridologia è quindi una tecnica particolare che consente, attraverso la lettura e lo studio dell’iride e della pupilla, di diagnosticare lo stato di vitalità e salute della persona.

Lo studio e l’esame fanno riferimento al colore, alla trama, alle macchie, ai segni e alle linee che l’iride, e non solo, presenta, così da indicarci eventuali malattie già in corso, predisposizione a contrarne in futuro,  il livello di intossicazione dell’organismo e le caratteristiche emotive e psicologiche della persona.

Una volta il medico di famiglia, ed io ne ho ricordo di quando ero bambina, era solito iniziare o concludere la sua visita medica con l’osservazione degli occhi.

Naturalmente si trattava di un semplice esame che evidentemente era d’ausilio per avere un quadro clinico più completo a confermare lo stato di vitalità del paziente.

Forse era un modus operandi che traeva le sue origini da un più vicino passato e da un’antica saggezza. Possibile?

Credo proprio di sì, perché l’arte di osservare lo stato di salute attraverso gli occhi è antichissima e molti popoli ne facevano largo uso.

Un po’ di storia

La medicina tradizionale cinese (2000 a,c.),  ad esempio, così come quella giapponese, conosceva molto bene l’iride e utilizzava una mappatura di questa per l’interpretazione della malattia. 

Significati e interpretazioni erano del tutto differenti dall’iridologia  come è concepita oggi, poiché essi avevano un modo completamente diverso di vedere la malattia nell’uomo.

Le antiche usanze di popolazioni Egizie, Essene ed Ebraiche sono state scoperte attraverso lo studio di molti reperti archeologici e di diversi papiri.

Erano famosissimi gli oculisti del faraone, così come lo erano i sacerdoti presso i quali erano soliti recarsi i malati, in quanto il loro approccio faceva uso di varie tecniche fra le quali l’osservazione accurata dell’occhio, che faceva parte della normale procedura.

Anche nell’Antico Testamento troviamo alcune citazioni che fanno riferimento agli occhi come ad un organo che testimonia la salute nell’uomo: “gli occhi dei malvagi languiranno” (Giobbe, 11,20);  oppure dal Vangelo dell’Apostolo Luca: “l’occhio è la lampada del tuo corpo. Se il tuo occhio è sano, anche il tuo corpo è tutto nella luce;  ma se è malato, anche il tuo corpo è nelle tenebre….”

Il medico Ippocrate di Cos (460 –  375 a. C) , affermava nella sua opera: “come sono forti gli occhi, così anche il corpo…”;  e Paracelso nel XVI  secolo : “considerate l’occhio con quale arte sia costruito e con quanta mirabile finezza il corpo abbia impresso la propria anatomia nella sua immagine”.

Più avanti si riconoscono come i fondatori dell’iridologia:  Ignatz Von Peczely (1826 – 1911) e Nils Liljequist (1851-1936)

Ignatz Von Peczely  nacque a Egervar (Budapest), e resta famoso per  la vicenda che gli accadde all’età di 12 anni. Egli racconta che un gufo entrò nella sua camera e nel tentativo di afferrarlo gli ruppe una zampetta. Notò allora che sull’iride dell’animale era comparso un segno come conseguenza di quella frattura.  Tale vissuto lo suggestionò a tal punto da spingerlo negli anni allo studio sempre più  approfondito sull’iride che coniugava con quello dell’omeopatia. Nel 1880 pubblica il suo primo trattato di iridologia e dobbiamo a lui la prima mappa iridologica, la cui struttura è simile a quella usata ancora oggi.
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Egli riconobbe durante il suo lavoro e le sue ricerche che spesso vi erano discrepanze fra i segni che l’iride mostrava e una malattia già in corso. Con pochi e semplici strumenti, come le lenti di ingrandimento, certamente non quelli di cui l’iridologia moderna oggi dispone, fu in  grado di eseguire un lavoro che si dimostrò un fondamentale punto di partenza per tutte le successive ricerche iridologiche.

Un ventennio più tardi incontriamo il sacerdote Nils Liljequist,  nato a Trelleborg (Svezia)  nel 1851. Furono due gli episodi determinanti nel suo percorso che lo spinsero allo studio e all’ interpretazione dell’iride. All’età di 8 anni mentre giocava si ruppe due costole.  Qualche giorno dopo notò che l’iride degli occhi aveva cambiato colore e mostrava dei segni particolari. Questo fu il primo episodio che tenne a mente per anni.

Più avanti concluse la carriera sacerdotale e, dedicatosi maggiormente alla medicina e all’iridologia, scopri, prima su se stesso e poi su altri pazienti, che con l’assunzione di chinino le iridi viravano il colore di base verso il rossiccio.

                                         

Questa particolare colorazione era abbastanza evidente, poiché Nils Liljequist aveva la grande fortuna di studiare su occhi principalmente azzurri, trattandosi di una popolazione nordica.

La lettura delle scoperte dei lavori di Paczely lo spinse ancor più verso lo studio dell’iridologia e nel 1893 pubblica un trattato sull’argomento. 

Inizialmente fra Paczely e Liljequist nacquero delle incomprensioni, ma quando si incontrarono a Budapest si chiarirono e dopo questo incontro N.L.  apportò alcune modifiche alla sua teoria iridologica.

Da quel momento in poi presero vita in Europa diverse scuole

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Spiritualità, Naturopatia

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