La salvia
La Salvia è una pianta officinale che appartiene alla famiglia delle lamiaceae.
Anche se nell’erboristeria si utilizza principalmente la salvia officinalis e la salvia sclarea, molte altre specie sono terapeutiche, mentre altre sono più ornamentali.
A seconda della specie, le foglie variano assumendo aspetti diversi, più arrotondate, allungate, con margini dentellati o altre peculiari forme; i fiori sono solitamente tubulosi o con analoghe seppur diverse forme e si raggruppano sul vertice della pianta come una spiga.
I colori vanno dal blu-violaceo per alcune specie, al rosa o al più intenso rosso per altre e possono variare ancora a seconda della pianta.
Le specie erbacee sono annuali e perenni, rustiche oppure semirustiche; invece quelle suffruticose (cioè perenni e di piccola statura), sono di solito sempreverdi.

La salvia da cucina, la salvia officinalis e la Salvia Sclarea appartengono a queste tipologie.
Tutte le specie di salvia sono solitamente facili da coltivare, qualunque tipo di terreno va bene, purché ben drenato e con buona esposizioni alla luce solare.
È infatti una pianta che soffre il terreno poco drenato e con ristagni d’acqua, quindi sarebbe meglio evitarli.
Le specie annuali semirustiche e quelle suffruticose prediligono la messa a dimora nel mese di maggio, invece per le specie perenni rustiche e semi rustiche si procede nel mese di ottobre oppure marzo.
La salvia officinalis è più adatta ad un clima mite e dunque nelle regioni più fredde la pianta va posta al riparo, protetta con paglia o fogli di plastica, posizionata sempre in un luogo con ottima esposizione solare.
Le piante cresciute in regioni più calde e con un clima più asciutto offrono una più intensa profumazione, una minor fragranza viene emanata da quelle che vivono in luoghi più freddi.
Un po’ di storia
Quando e quale fu con precisione l’ingresso della salvia in ambito terapeutico non si sa con certezza.
E’ sicuro che gli antichi romani più che usarla in cucina ne facevano largo uso in farmacia.
Nell’anno mille la monaca Benedettina Ildegarda di Bingen ne faceva uso in terapia, affermando che: “La salvia è di natura calda e secca…. Ed è utile contro le linfe malate perché è secca”.
Sempre nel Medioevo, la scuola di medicina di Salerno, considerata la più importante istituzione medica in tutta Europa, aveva dato a questa pianta il nome di Salvia-salvatrix (salvia che salva), considerandola un’eccellente erba miracolosa perché era in grado di distendere i nervi, guarire dalle paralisi, ottima protezione contro i veleni.
Grandi e miracolose furono le proprietà ad essa attribuite, si pensi che in Olanda veniva scambiata con il thè cinese proveniente dall’oriente.
Il più antico dentifricio utilizzato dall’uomo è stato proprio la salvia, che veniva strofinata sui denti per la pulizia e mescolata spesso a sale finemente polverizzato.
Gli antichi ne hanno fatto larghissimo uso e dunque la medicina popolare l’ha utilizzata in svariati modi.
I decotti di salvia e vino venivano utilizzati per gargarismi in grado di curare le infezioni orofaringee.
Per i problemi digestivi venivano mangiate le foglie crude accompagnate da lardo e burro, mentre infusi e decotti venivano utilizzati per depurare e curare il fegato, contro l’inappetenza, l’aerofagia, tosse, influenza e frequenti sudorazioni.
Le foglie della pianta venivano utilizzate per confezionare sigarette, d’aiuto per chi soffriva d’asma.
Svariati sono stati gli utilizzi della salvia, spesso veniva mescolata ad altre erbe, come il rosmarino, la malva, il timo, la ruta, il tarassaco, la menta oppure con liquidi, acqua, vino, succo di limone e altri a seconda dell’utilizzo.
Naturalmente veniva utilizzata anche in cucina, ad esempio fritta ed impanata era una delle modalità.
Alcune varietà della salvia
Tra le mille specie di salvia alcune sono ornamentali e altre sono più terapeutiche ed usate anche in cucina.
Anche se in questo articolo ci occuperemo principalmente della salvia officinalis e della sclarea, è interessante avere notizie su qualche altra specie.
- La salvia officinalis lavandulifolia: così chiamata perché molto somigliante alla lavanda.

I fiori infatti sono violacei con foglie strette che virano dal colore verde al colore grigio argenteo.
Trova impiego sia in cucina che in erboristeria con le medesime proprietà terapeutiche della salvia officinalis e sclarea.
- La salvia bianca, conosciuta anche come salvia apiana, viene utilizzata per confezionare Smudge (intrecci di foglie).

Si tratta di incensi usati principalmente per purificare ambienti, molti studi ne attestano particolari proprietà antibatteriche e antivirali.
- La salvia hispanica, è una specie tropicale conosciuta anche come ” salvia messicana”.

Tale pianta, utilizzata in cucina, è forse più conosciuta da noi per i suoi semi di chia, considerati un alimento super perché contiene grandi quantità di acidi Omega 3.
- La salvia ananas è una pianta sia ornamentale che commestibile.

L’odore della pianta è molto somigliante a quello dell’ananas e dunque per tale ragione viene utilizzata in cucina sia per aromatizzare i dolci che per esaltare il gusto del pesce, del pollo, carne e formaggi.
Utilizzata sotto forma di infusi e tisane è terapeutica per le sue proprietà digestive e in grado di contrastare le infezioni del cavo orale.
- La salvia rossa, conosciuta anche come salvia miltiorrhiza o Danshen, è utilizzata dalla medicina cinese per disturbi cardiaci, ipertensione e per migliorare la circolazione sanguigna.

- La salvia blu, o salvia farinacea, è una pianta molto amata per i suoi fiori blu e viola.

E’molto apprezzata come pianta ornamentale, in grado di attirare insetti, farfalle e uccelli nei giardini dove dimora, come del resto le altre specie dai fiori colorati e sgargianti.
- La salvia del Texas è anch’essa una pianta ornamentale; anche questa varietà è molto richiesta per abbellire aiuole, giardini, parchi.

Veniva utilizzata dalle popolazioni indigene delle Americhe nei rituali oppure come ornamento.
Oggi è molto usata nelle feste e negli eventi di vita gioiosi, come potrebbero essere compleanni, matrimoni, cerimonie
Salvia Officinalis e Salvia Sclarea
La maggior parte delle specie di salvia sono provviste delle stesse proprietà medicinali, ma la salvia officinalis si distingue per il suo gradevole e intenso profumo balsamico.
In cucina e in erboristeria le varietà più utilizzate sono quelle della salvia officinalis e la salvia sclarea.
Oggi la salvia è forse più conosciuta in cucina, come spezia per insaporire i cibi, utilizzata fresca nel periodo estivo e secca in quello invernale.
Probabilmente poche persone ne conoscono le proprietà terapeutiche. Della salvia si usano le sommità fiorite, i fiori e le foglie. L’olio essenziale di salvia è ricco di sostanze, come per esempio: pinene, solvene, cineolo, thujone ecc. La pianta contiene anche saponine, tannini, potassio, Ferro, vitamina B, vitamina C, sostanze fitoestrogene ecc. Nello specifico le grandi quantità di thujone, sostanza tossica per il sistema nervoso e ad effetto abortivo, rendono l’olio essenziale di salvia controindicato per gravidanza, allattamento, bambini piccoli e nei casi di soggetti sofferenti di epilessia o convulsioni. Ne viene sconsigliato dunque l’uso domestico, con l’indicazione di affidarsi invece ad operatori esperti, come possono esserlo gli aromaterapeuti.
In linea generale, comunque, è sempre consigliato un dosaggio basso se facciamo riferimento all’uso dell’olio essenziale di salvia. Non vi sono problemi invece sull’uso della salvia in cucina, di infusi o tisane e della tintura madre.
Alla salvia sono riconosciute le seguenti proprietà: toniche, aromatiche, balsamiche, antinfiammatorie, antisettiche, antipiretiche, carminative, digestive, antisudorifere, emostatiche, antidiarroiche, ipoglicemizzanti, galattofughe, emmenagoghe, bechiche, diuretiche, colagoghe.
La salvia può essere assunta internamente per contrastare astenie, cattiva digestione, gas addominali, inappetenza, vertigini, tremori, pre-diabete, asma, bronchite, ipotensione, insufficienza circolatoria, particolarmente indicata per squilibri e disturbi dell’apparato genitale femminile (irregolarità del ciclo, sterilità, menopausa, candida, eccessiva sudorazione, amenorrea). E’ anche indicata come antinfiammatorio nelle infezioni del cavo orofaringeo e in generale delle mucose.
Esternamente è indicata nelle afte, herpes, ulcere, nevralgie dentarie, piaghe difficili da cicatrizzarsi, alopecia.
L’uso interno della pianta prevede l’assunzione di polveri, infusi, decotti, tintura, estratto fluido, vino medicato, olio essenziale, tintura madre.
L’uso esterno ne prevede l’utilizzo sotto forma di infuso, tintura madre, oli essenziali.
In cucina la salvia viene utilizzata in svariati modi per insaporire diverse pietanze, dalle verdure ai formaggi, dalle carni ai legumi.
Occorre avere un po’ di fantasia per esaltare con poche foglie il gusto dei nostri preparati in cucina.
La Ricetta: Patate e Salvia
- 1 Kg. Di patate
- Sale (quanto basta)
- Pepe (pepe quanto basta)
- 2 cucchiaini di origano
- 10 foglie fresche di salvia
- Olio (quanto basta)
Sbucciate le patate e tagliatele a tocchetti, aggiungete sale, pepe, origano, la salvia tagliata grossolanamente e olio.
In forno ventilato a 180º per circa 40 minuti (o più a seconda del tipo di patata).
Variante: potete realizzare la stessa ricetta utilizzando le carote tagliate a rondelle oppure alla julienne, o ancora mescolando i due ortaggi.
