la spiritualità
cosa si intende per spiritualità
La spiritualità si presta molto facilmente ad essere confusa con la religione, perché entrambe nascono dallo stesso bisogno e sentire umano, tuttavia spesso divergono molto nella loro evoluzione.
Differenza tra spiritualità e religione
Infatti molti “fondatori” di movimenti religiosi non avevano nessuna intenzione di essere dei “fondatori”; la loro era una spiritualità che nasceva dalla loro ricerca interiore e dalle loro esperienze mistiche ed erano mossi solo dal desiderio di trasmettere agli altri ciò che avevano scoperto, non sospettando minimamente che le loro parole avrebbero potuto essere falsate ed utilizzate per scopi del tutto opposti a quelli della spiritualità.
Per questo motivo la distinzione tra religione e spiritualità si è imposta come bisogno di libertà interiore o ritorno alle origini e in occidente è diventata tanto più importante quanto più la “religione strutturata” si allontanava dal suo “fondatore”.

Questo tema ha attraversato in particolare la filosofia e la cultura occidentale a partire dal Rinascimento, con Giordano Bruno, fino ai giorni nostri.
Penso che un po’ tutti abbiamo sentito parlare di Giordano Bruno, se non altro perché una sua statua domina la piazza di Campo de’ Fiori, a Roma, proprio là dove è stato arso vivo dall’inquisizione cattolica nel 1600 per le sue idee in ambito religioso e spirituale.
La sua morte sul rogo simboleggia la differenza e il conflitto storico tra la spiritualità e la religione.
La religione di G. Bruno si potrebbe definire una religione naturale, istintiva,fondata sul senso del mistero e del sacro che ogni essere umano può sperimentare, quando osserva la natura e se stesso con animo perturbato e commosso (come affermerà G. Vico), e poi corroborata dall’esplorazione e dall’esperienza individuale.
Infatti Bruno sente l’universo come un’entità infinita e vivente, manifestazione della presenza di Dio; da ciò scaturisce il sentimento di un’ unità cosmica, in cui l’uomo è parte integrante di un tutto divino.
Questa religione naturale viene falsata dalle religioni storiche, cioè dalle forme istituzionalizzate di religione, come il cristianesimo, l’ebraismo o l’islam, caratterizzate da dogmi imposti dall’alto, rituali spesso vuoti, gerarchie di potere, il tutto fondato sull’interpretazione letterale di testi sacri selezionati per scopi ben precisi: il potere e il controllo delle masse.
Inoltre, per il loro particolarismo, che li “autorizza” a considerarsi “gli eletti” o comunque gli unici detentori della “verità”, le religioni istituzionalizzate sono state spesso fonti di guerre, conquiste e stermini.
Al contrario, la religione naturale è una spiritualità universale, che non solo accomuna tutti gli esseri umani attraverso il sentire e l’intuizione, ma li connette anche con tutti gli altri esseri del cosmo, in una fratellanza universale.
Dopo Bruno, il pensiero occidentale ha continuato a distinguere la religione dalla spiritualità, soprattutto con l’avvento dell’Illuminismo e del Romanticismo con filosofi come Emmanuel Kant che sostiene una spiritualità morale, svincolata dalle istituzioni, sostenuta dalla ricerca individuale e dall’esperienza personale e basata sul sentimento e sull’intuizione.
E infine arriviamo ai nostri giorni, quando filosofi esistenzialisti come Sartre e Camus si focalizzano sul bisogno di significato, un bisogno psicologico umano, che viene finalmente messo in luce come fondamentale, significato che, data l’assenza di valori assoluti, l’uomo deve creare autonomamente tramite la sua ricerca.
Lo stesso bisogno di significato è evidenziato da Jaspers come ineludibile, quando ci troviamo di fronte al mistero dell’essere e a quelle che lui chiama situazioni limite, cioè i momenti in cui siamo costretti a confrontarci con la morte, il dolore, la lotta e la colpa.

Quindi possiamo affermare che la spiritualità si fonda sul sentimento del mistero, del sacro, sul bisogno di significato e implica la ricerca personale in un’esplorazione delle domande fondamentali sull’esistenza, come “Chi sono io?” e “Qual è il mio scopo?” e riguarda la connessione con qualcosa di più grande di noi, che può offrire un senso di appartenenza e di armonia.
Inoltre il sentimento del mistero e del sacro è spesso sostenuto da
valori, pratiche ed esperienze spirituali
I valori spirituali sorgono come naturali conseguenze del senso di appartenenza e connessione con il tutto e non possono che essere la compassione, l’amore, l’umiltà, la gratitudine e il perdono
Le pratiche spirituali come la preghiera, la meditazione, la riflessione interiore, il digiuno, invece vengono utilizzate per raggiungere uno stato di consapevolezza sempre più profondo, che può aprire la strada alle esperienze spirituali.
Le esperienze spirituali
Esperienze di Trascendenza
Le esperienze di trascendenza sono state descritte da alcuni mistici occidentali e orientali come uno stato di percezione assorbita, affascinata e di fusione con il tutto, che genera estasi e beatitudine profonda, durante il quale il senso del tempo e dello spazio può dissolversi e si ha la sensazione di essere una cosa sola con l’universo o con un principio superiore.

Nel secolo scorso queste esperienze sono state studiate dallo psicologo Abraham Maslow, che, oltre ad utilizzare la letteratura mistica sia occidentale che orientale, ha organizzato una ricerca, intervistando studenti universitari, tra cui più di duecento hanno riferito di aver avuto almeno una volta questo tipo di percezione-esperienza da loro descritta come caratterizzata da stupore, esaltazione, sensazione di trascendenza, in cui si sentivano tutt’uno con l’universo e perdevano la cognizione del tempo.
Ma lo studioso ha sottolineato che mentre dai soggetti intervistati questo stato è stato descritto come molto raro e transitorio, alcuni mistici e filosofi, soprattutto orientali, lo hanno descritto come una percezione molto frequente e duratura.
Esperienze di Pre-Morte o NDE
Le esperienze di pre-morte (Near-Death Experiences) si riferiscono al vissuto di persone che sono state dichiarate clinicamente morte (per il tracciato delle onde cerebrali piatto) o in stato di coma, vissuto che include spesso la sensazione di uscire dal proprio corpo, attraversare un tunnel, incontrare una luce brillante o interagire con persone care defunte. Queste esperienze, sono state studiate da molti scienziati e ricercatori, tra cui Dr. Raymond Moody ed Elisabeth Kubler-Ross, che hanno raccolto numerose testimonianze, fino al recente studio del gennaio 2023 pubblicato su “Frontiers in Human Neuroscience”.
Esperienze di uscire fuori dal corpo
Le esperienze di uscire fuori dal corpo, note anche come OBE (Out-of-Body Experiences), sono fenomeni in cui una persona ha la sensazione di “essere” fuori dal proprio corpo, di vederlo dall’esterno e di muoversi liberamente nello spazio fluttuando.
In questo stato, alcuni descrivono l’esplorazione di luoghi familiari, altri invece di spazi sconosciuti.
Queste esperienze, che sono state riportate in diverse culture, possono essere spontanee o indotte da alcune pratiche di meditazione profonda o da tecniche di rilassamento e sono state studiate sia in ambito scientifico che spirituale; le più documentate e studiate sono state quelle di Robert Monroe, che le ha descritte nel libro “Journeys Out of the Body”(1971), e che in seguito ha fondato il Monroe Institute, un centro di ricerca dedicato allo studio degli stati di coscienza non ordinari.
La medianità e lo Spiritualismo inglese
Lo spiritualismo inglese è un movimento filosofico e spirituale, nato nel XIX secolo in Inghilterra, che si fonda sull’ esperienza di dimensioni spirituali con cui è possibile comunicare attraverso un medium; è strettamente legato allo spiritismo, che è nato negli Stati Uniti con le sorelle Fox nel 1848.
La Società per la Ricerca Psichica (SPR) di Londra è stata una delle prime organizzazioni a studiare scientificamente questi fenomeni e molti medium spiritualisti si sono sottoposti ai loro controlli per dimostrare l’autenticità del fenomeno.
Tutte queste esperienze rimangono un argomento che continua a stimolare ricerche e riflessioni sulla natura della coscienza e della realtà.

