Muoversi come i bambini

Mi è capitato spesso, in passato ma anche adesso a dire il vero, di ritrovarmi con amici, parenti e conoscenti a conversare sull’argomento “tempo”, su come questo sembra non essere mai abbastanza tanto da non riuscire a ritagliarsene almeno un po’ per svolgere un’attività fisico- sportiva, così salutare per il proprio corpo.

Particolarmente mi riferisco a quei genitori, e perché no anche a quei nonni spesso giovani, che sono parecchio impegnati nell’accudire figli o nipoti, spesso per esigenze di vario genere e per diverse ore quotidianamente. 

Sono molteplici le esigenze dei bambini che, se non sono posteggiati davanti a TV, PlayStation, telefonini e computer, sappiamo quanto vivaci siano, spesso irrequieti o insoddisfatti, ma… avete mai provato ad osservarli bene quando invece giocano?

Siete mai stati spettatori, senza interferire troppo, notando quanta emotività sprigionano e quante energie canalizzano nel gioco? Come si divertono nello sperimentare se stessi e gli altri?

Io lo faccio sempre e rimango tutte le volte stupefatta nel notare come usano il corpo nell’attività ludica. Amano buttarsi a terra, strisciare, rotolare, saltellare, scimmiottare per ricalcare qualcuno o prendersi in giro, girare su se stessi come trottole, fare capriole e poi, dopo essersi lasciati andare fino allo sfinimento, zuppi di sudore, finalmente acquietarsi.

Provate a guardarli in faccia adesso, dopo tutto questo trambusto, sono assolutamente soddisfatti, fieri di sé, e inequivocabilmente mostrano un’espressione sul viso che dimostra come l’esperienza sia stata goduta in pieno; sembrano dire: “adesso sì che si ragiona”, con sospiro di sollievo finale.

Ma certo, direte voi, sono bambini, se non lo fanno loro…. dovremmo forse farlo noi? Sono pieni di energia, sono come vulcani in piena eruzione! Ebbene, io dico: perché no? 

Prendere esempio dal gioco dei propri figli o nipoti e sperimentare con loro una qualità di movimento naturale e divertente è sicuramente salutare. Mi spiego meglio. Approfittare della loro compagnia per giocare e allenarsi al tempo stesso potrebbe rivelarsi un’ ottima opportunità che dovremmo cogliere al volo.

Le giovani mamme, ad esempio, possono prendere in considerazione questa idea per recuperare più in fretta la linea perduta durante la gravidanza, giocando ci si allena. In realtà molte mamme lo fanno già naturalmente. 

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Ricordo che quando divenni mamma, mi ritrovai con quei chili di troppo che ovviamente non mi avrebbero permesso di rientrare nei miei abiti taglia 42, ma non per questo mi persi d’animo. Del resto avevo fatto un figlio. 

Naturalmente il mio lavoro mi fu di grande aiuto, devo ammetterlo, ma al tempo stesso feci molti progressi giocando ogni giorno col mio bambino fin dalle prime settimane. Ogni scusa era buona per farlo divertire, soprattutto quando era irrequieto e voleva tutte le mie attenzioni. 

Quando arrivava il momento mi ripetevo sempre: “bene, è arrivato il momento di allenarsi”, e, credetemi, accadeva davvero spesso. Era così che trovavo il modo per rendere quel tempo utile ad entrambi, sotto ogni punto di vista.Nel frattempo ci si conosceva meglio e si consolidava il nostro legame.

Spesso quindi mi ritrovavo sdraiata sul letto o sul tappeto, in posizione supina con le gambe piegate ad angolo retto (come fosse un tavolino) e il mio piccolo, in posizione prona, sdraiato sopra di esse, per poter mantenere il contatto visivo. Io muovevo le gambe ora a destra e ora a sinistra (con attivazione degli addominali),  più su e più giù per fare l’aereo; lo chiamavo proprio così, il gioco dell’aeroplano. 

Ricordo che all’incirca lui aveva un’età compresa fra i 4 e i 10 mesi, ma con questo gioco ci siamo spinti più in là negli anni, perché era troppo divertente, così divenne il mio cavallo di battaglia.Non credo comunque di essere stata l’unica, quando ne parlo e mi confronto con altre mamme o papà, mi viene riferito che anche loro erano soliti fare  questo gioco con il proprio figlio. 

Ovviamente lo eviterei del tutto quando ancora il piccolo non riesce a sostenere il capo o quando ha mangiato da poco, per evitare rigurgiti vari o conati di vomito. In ogni caso l’attività ludica deve essere adeguata all’età . Intrattenersi giocando con un neonato è una cosa, con bimbi di 2/3 anni un’altra, e, se poi andiamo verso i 6/8 e più anni, diventa tutt’altra faccenda.

È vero anche che i giochi che crediamo indicati per i bimbi più piccoli spesso entusiasmano i più grandi, adulti compresi. Questo può rivelarsi un’ottima cosa, qualora l’età dei bambini fosse diversa, perché l’esempio dei più grandi può trascinare i più piccoli nel gioco.

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Naturalmente per comprendere quale gioco funziona meglio per i vostri figli o nipoti è sempre conveniente provarlo, lo capirete dall’entusiasmo o meno che mostreranno durante la sperimentazione del gioco che avete scelto.

Propongo qui di seguito qualche gioco, il primo si chiama: “Superare gli ostacoli” ed è possibile svolgerlo in casa, in un’unica stanza o fra più stanze da collegare insieme. Adatto a tutte le età.

  • –Cosa occorre: mobili, scatoloni, libri, zaini, sedie, valigie, sgabelli e via così.
  • –Come procedere: scegliere i mobili o altro per creare un percorso articolato. 

Potreste iniziare con delle sedie messe in fila sotto cui strisciare, proseguire con uno scatolone dentro il quale bisognerà saltare oppure entrarvi e sedersi, uscirne e girare attorno ad altri ostacoli (tipo zaino, pile di libri, sgabello)  procedendo a zig zag, quindi abbassarsi per passare sotto un tavolo o salirvi sopra arrampicandosi e scendere dal lato opposto e proseguire così con fantasia e creatività. 

È necessario pensare in termini di azioni che vanno compiute davanti ad ogni ostacolo, come strisciare, camminare in avanti o indietro o lateralmente, a piccolissimi o grandi passi, sulle punte dei piedi o sui talloni, saltare, arrampicarsi, passare sopra o sotto un mobile e così via. Questo ci metterà nella condizione di poter realizzare un percorso intelligente, che preveda diverse azioni ed andature, che comportano agilità ed equilibrio, tramite le quali  le capacità motorie sia nel bambino che nell’adulto  possano essere ben stimolate.

Inoltre i bambini, particolarmente i più piccoli (3-4-5 anni), possono imparare nomi, colori degli oggetti e le diverse dimensioni in rapporto al loro corpo. 

Il gioco diventa ancora più divertente quando i bambini  partecipano attivamente alla realizzazione del percorso, suggerendo quale azione sarebbe bello compiere quando ci si ritrova davanti agli ostacoli in questione. E’ possibile fare questo gioco anche all’aperto quando le giornate lo permettono e soprattutto in primavera ed estate. Alberi, tronchi, cespugli, massi, pietre, fiori, rametti saranno i nostri oggetti.

Il secondo gioco si chiama: “il gioco della coperta”. E’ meglio eseguirlo a casa su un pavimento, ma anche all’aperto, seppur con più attrito del terreno.

–  cosa occorre: una coperta oppure una stoffa di tela robusta

–  come procedere: i partecipanti possono essere due o più, un bambino deve sedersi sulla coperta e gli altri devono trascinarlo in tutte le direzioni. La difficoltà è rimanere seduti senza sdraiarsi sulla schiena, soprattutto negli improvvisi cambi di direzione, facendo così lavorare i muscoli della colonna. Questo gioco è un buon allenamento per stimolare e rafforzare tali muscoli: occorre forza muscolare ed equilibrio e i bambini che trascinano hanno bisogno di forza nelle braccia e sulle gambe ed una buona coordinazione tra di loro.  In entrambi i ruoli viene dunque stimolato il tono muscolare

Ricordo che partecipai anch’io a questo gioco da ragazza, eravamo un gruppo misto di adulti e bambini e, ad un certo punto, non si  distinguevano più i primi dai secondi, se non per una ovvia e visibile struttura fisica.

In linea del tutto generale il gioco attraverso il movimento del corpo stimola l’attenzione ed è il miglior processo di apprendimento per ogni bambino a qualunque età. L’adulto, che si tratti di genitori, insegnanti o terapeuti, dovrebbe tenerlo bene a mente.

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