I NEMICI DELL’ AUTOSTIMA
la scarsa conoscenza di sé
Sappiamo cosa s’intende per autostima; sappiamo pure che bisogna distinguere tra autostima globale(che consiste nell’accettazione e rispetto di sé e nella sensazione di avere valore, di meritare attenzione e stima ) e autostime specifiche ( che riguardano i settori specifici delle nostre attività e competenze)
e soprattutto sappiamo che l’autostima è il metro più chiaro del rapporto con noi stessi e che da essa dipendono il nostro equilibrio e i nostro benessere.
Sicuramente l’origine di una carenza di autostima va ricercata nella nostra infanzia, ma le cause del suo mantenimento devono essere cercate nel momento presente, e cioè in tutti quei nostri comportamenti attuali che mantengono e rinforzano il grado di autostima che abbiamo costruito nel passato.
MA COSA MANTIENE E RINFORZA UN BASSO LIVELLO DI AUTOSTIMA?
Penso che si tratti della nostra alleanza con i nemici dell’autostima.
Ma quali sono i nemici dell’autostima?

Io ne ho individuati parecchi, e siccome sono tanti, vorrei che ci concentrassimo, volta per volta, su alcuni di essi, in modo da poter fare un lavoro veramente utile e finalmente decidere di rompere la nostra alleanza con ognuno di essi.
Penso che al primo posto tra i nemici dell’autostima possiamo mettere
LA SCARSA CONOSCENZA DI NOI STESSI.
Ma con conoscenza di noi stessi non intendo la conoscenza di chi siamo, di cosa siamo, perchè questa è una realtà non conoscibile, e sulla quale si possono fare solo ipotesi, più o meno fondate; mi riferisco invece alla conoscenza di ciò che c’è dentro di noi, a quei contenuti interiori che cambiano nel tempo con la nostra crescita.
Di solito, purtroppo, pensiamo di conoscere abbondantemente ciò che abbiamo dentro, lo diamo per scontato, ma, se analizziamo i vari elementi di cui è composta questa nostra conoscenza, forse possiamo incominciare ad avere qualche dubbio.
Noi siamo gli esseri in assoluto più complessi della realtà che conosciamo, non solo, ma siamo in divenire, e questo complica ancora di più le cose.
Ma cosa c’è dentro di noi?
bisogni, desideri, valori, scelte, azioni,
convinzioni costruttive e distruttive,

punti di forza e debolezza- limiti
Abitudini utili o dannose
Identificazioni o Immagini di noi: riflesse-reali-ideali
Cominciamo dai bisogni. Ci rendiamo subito conto che già solo questo aspetto è abbastanza ampio; infatti abbiamo bisogni fisici, emotivi, mentali, spirituali e tra questi poi dovremmo distinguere quelli naturali da quelli condizionati, cioè indotti dalla cultura in cui viviamo.
Penso che se riuscissimo a diventare consapevoli solo di tutto questo, faremmo un importante passo avanti.
Proviamo a fare un elenco dei nostri bisogni nei vari settori e vediamo se per noi è facile; se non lo è, prendiamoci del tempo, riflettiamoci per qualche giorno, e vediamo cosa succede.
Poi chiediamoci che rapporto abbiamo con i nostri bisogni: li accettiamo? Li neghiamo? Li giudichiamo? Ce ne prendiamo cura e cerchiamo di rispondere ad essi?
Poi passiamo ai nostri desideri. Anche in questo ambito cerchiamo di distinguere cosa desideriamo dal punto di vista materiale, emotivo, mentale e spirituale; chiediamoci come sono cambiati nel tempo i nostri desideri, se ce ne sono alcuni che sono da sempre presenti nella nostra vita e qual’è il nostro rapporto con essi.
Poi passiamo alle nostre scelte: proviamo a considerare tutte le scelte che abbiamo finora fatto nella nostra vita: da cosa sono state dettate? Erano in linea con i nostri bisogni di essere o di apparire o con i bisogni di altre persone? Sono state scelte espansive o di evitamento delle nostre paure? Qual’è oggi il rapporto che abbiamo con le scelte che abbiamo fatto? Quali scelte vorremmo oggi effettuare?
Poi passiamo ai nostri valori: quali sono? Li sentiamo veramente nostri? Come e quando li abbiamo maturati? Che rapporto abbiamo con essi?
Passiamo alle azioni; sono in linea con i nostri bisogni, desideri, valori, o ci portano lontano da essi? In questo ambito dobbiamo annoverare anche le nostre abitudini, cioè le azioni quotidiane abituali, che ovviamente possono agevolare o ostacolare ciò che vogliamo.
Poi prendiamo in considerazione i nostri punti di forza e i nostri punti deboli: cosa è per noi facile e divertente? Cosa sappiamo fare o possiamo imparare senza sforzo? E accanto a questi, i nostri punti di debolezza, distinguendo quelli su cui vorremmo lavorare, perchè ci sarebbe utile, e quelli che invece possiamo accettare così come sono.
Ora prendiamo in considerazione le nostre convinzioni su di noi, sugli altri e sulla vita.
Riusciamo a farne un elenco, distinguendo quelle costruttive, che ci permettono di espanderci ed essere creativi da quelle che ci chiudono in un’immagine di noi stessi statica e negativa e che non ci permettono di aprirci a noi stessi, agli altri e alla vita?

E infine prendiamo in considerazione le nostre identificazioni .Di questo ho parlato ampiamente in un altro articolo; qui vorrei solo che ci concentrassimo sulle seguenti domande:
Con che cosa ci identifichiamo? Col nostro corpo, con le nostre idee, con le nostre emozioni, con quello che abbiamo, con quello che facciamo o sappiamo? Che immagine abbiamo di noi?

Ma perchè la mancata conoscenza di questi nostri contenuti interiori è un nemico della nostra autostima?
Cerchiamo di immaginare come si sentirebbe una persona che non conosce cosa contiene la propria casa;
ha tante cose, ma le tiene ammassate in cantina al buio, mentre nell’ambiente in cui vive ha solo lo stretto indispensabile.
Penso che si sentirebbe molto carente, anche se nella sua cantina ci sono degli oggetti molto utili e preziosi e che potrebbero renderle la vita molto più agevole.
Conoscere quello che c’è dentro di noi ci fa sentire padroni in casa nostra, e quanta sicurezza può darci questo?

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