Vegetariano e Vegano

Immaginiamo di entrare in un supermercato, cosi da avere sotto gli occhi la grande quantità di cibo a nostra disposizione, e proviamo a guardarci intorno. 

Facciamo scorrere lo sguardo fra sconfinati reparti organizzati in file parallele che mostrano scaffali su scaffali contenenti cibo ben confezionato e sigillato. 

Sorvolando tutti i reparti di oggettistica, casalinghi, piante, cartoleria, detersivi, etc e soffermandoci soltanto su ciò che riguarda l’alimentazione, notiamo che non abbiamo altro se non l’imbarazzo della scelta sulla varietà di alimenti messi a disposizione dalle diverse aziende alimentari. 

Possiamo notare quante svariate quantità di biscotti, fette biscottate, brioche, grissini, pasta, riso, conserve di pomodoro, legumi, marmellate, cioccolate, aromi vari, etc, vengono proposti dall’industria alimentare e quanto sia ampia la scelta che possiamo fare. 

E questo è soltanto il cibo confezionato ! 

Poi passiamo al cibo più fresco, più vivo, quello che va consumato in un arco di tempo più breve rispetto al prodotto confezionato che invece propone scadenze più lunghe, parliamo di mesi o addirittura anni.

Quindi eccoci nel reparto delle carni, con pollame e carni rosse, spesso ben preparati e conditi in specialità varie, come hamburger, spiedini, polpettoni e così via. 

Per il pesce solitamente il reparto è separato da quello delle carne; lo stesso vale per i prodotti di salumeria, formaggi e gastronomia. 

Infine eccoci nella zona ortofrutticola, dove ortaggi, verdure e frutta di ogni genere, luogo e stagione, si presentano ben sistemati, posti in grandi ceste o casse di legno, pronti per essere scelti, pesati e dunque acquistati. 

Fatta questa bella panoramica, che dire ?

La sensazione di abbondanza è davvero tanta e certamente non possiamo dire di rimanere a digiuno, talvolta tale quantità può creare soltanto confusione. E’ necessario scegliere.

“Scegliere”, esattamente questa è la parola sulla quale mi piacerebbe soffermarmi, perché in effetti quando mangiamo abbiamo la grande fortuna di fare una scelta, consapevole o meno, su cosa mangiare e soprattutto perché. Prima di rispondere a questa domanda continuiamo ad immaginare di seguire all’interno di questo ipotetico supermercato, a cui facevamo riferimento prima, un cliente che sappiamo essere “vegetariano” o “vegano”. 

Ma chi è il vegetariano ? 

E il vegano ?

Impegnato nel fare la spesa, verso quali acquisti alimentari sarebbe più orientato ?  

E soprattutto quale leva lo porta a scegliere alcuni alimenti piuttosto che altri ?

Se proviamo a risalire all’etimologia della parola “vegetariano”, ci imbattiamo su due diversi fronti, due ipotesi diverse. 

Per alcuni “vegetariano” sembra avere origine dal latino, dal verbo “vegere” che significa “animare – dare forza”, e dall’aggettivo “vegetus” tradotto: “sano, forte, vigoroso, vegeto”.

Per altri “vegetariano” è un aggettivo che trae origine dall’inglese “vegetarian” e quindi da “vegetable” cioè vegetale, così come è possibile riscontrare sul vocabolario Treccani.

La parola”vegano” invece sembra trarre la sua origine da “Donald Watson” che la coniò nel lontano 1944, e dalla parola inglese “vegetarian”.  

Si decise di mantenere soltanto le due estremità, da qui ecco “veg-an”. Comunque, chi è indirizzato verso un regime alimentare che esclude carni rosse, bianche, ittiche, pur accettando latte, uova, e altri prodotti di origine animale è riconosciuto come vegetariano, e più specificatamente “lacto-ovo-vegetariano”, poiché mantiene una certa flessibilità sulla scelta alimentare, che non si ridurrebbe quindi ai soli vegetali. 

Se l’esclusione di cibi va oltre, con l’eliminazione totale di alimenti derivati dal regno animale, come yogurt, ricotta, formaggi, miele, etc.., allora si fa riferimento ad un vegano. 

Una volta fatta tale distinzione e chiariti i capisaldi di un vegetariano e un vegano, capiamo benissimo come il reparto carni e salumi verrà categoricamente scartato, oserei dire ignorato, per entrambi i casi. Il reparto salumeria sarà preso in considerazione dal vegetariano (lacto-ovo-vegetariano), non tanto per i salumi, sempre ignorati, ma per formaggi, ricotta, burro ed altro;

mentre anche tale reparto sarà scartato dal vegano. 

Con la stessa logica saranno presi in considerazione i prodotti confezionati, dove l’attenzione sarà indirizzata sugli ingredienti indicati sul retro delle confezioni. Naturalmente, si fa presto a capire, che il reparto più ben visto e tenuto in maggior considerazione, sia dal vegetariano che dal vegano, è quello ortofrutticolo. Verdure, ortaggi, legumi e frutta è il cibo prediletto per entrambi, e qui che saranno fatti i maggiori acquisti. Aggiungerei che i vegani sono coloro i quali hanno fatto anche la scelta di non usare nulla di provenienza animale, quindi pellicce, pellame, cuoio, seta e lana, sono esclusi dallo loro vita.  Vale lo stesso per i prodotti testati sugli animali, totalmente ignorati. Inoltre rifiutano di partecipare ad eventi, spettacoli, dimostrazioni varie dove esiste la partecipazione o presenza di animali. 

Quale leva spinge nella direzione di alcuni cibi piuttosto che altri ?

Quali le motivazioni ?

I fattori possono essere diversi, orientati da scelte etiche, religiose, sociali, ecologiche, spesso anche salutistiche ed igienistiche.

L’aspetto etico è legato al voler evitare la sofferenza che inevitabilmente si infligge agli animali, quindi decidere così di rispettarli e proteggerli. L’aspetto religioso è per l’appunto legato al “credo” che si professa e quindi molti tabù gastronomici, spesso correlati al non consumo della carne, dipendono dal significato che questa ha per alcune religioni. L’aspetto sociale è legato al rifiuto e quindi al voler evitare che esistano lavori indirizzati verso la produzione di carne da consumo, come per esempio l’attività svolta in un macello o altro similare luogo dove gli animali vengono abbattuti, dissanguati e sezionati. L’aspetto ecologico invece è legato a tutte quelle opere di trasformazione che vengono effettuate in un paesaggio naturale, (come per esempio la deforestazione ), per la realizzazione di un allevamento e il conseguente inquinamento che tale struttura produce per ovvie motivazioni. L’aspetto salutistico e igienistico è stato preso in considerazione da molte persone, e sempre più tale numero è destinato ad aumentare. 

I benefici di un’alimentazione vegetariana o vegana sulla salute sono stati più volte dimostrati, gli effetti positivi di chi sceglie tale stile di vita non sono di poco conto. 

E’ bene tenere in considerazione, per concludere, che entrambe le diete “vegetariana” o “vegana”, non possono che essere scelte consapevoli, in particolar modo se ben radicate. L’esigenza di intraprendere tale percorso alimentare, che spesso ha la durata di anni, apporta grande consapevolezza tanto da trasformarsi nel tempo in un nuovo stile di vita.

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Naturopatia

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