LA PROGRAMMAZIONE EMOTIVA FAMILIARE CHE MANDA IN BLOCCO IL NOSTRO CERVELLO
Cos’è la Programmazione Emotiva familiare?
Immagina di nascere con un computer di ultima generazione: hardware fresco di fabbrica e in attesa di essere programmato.

E ora immagina che le prime righe di codice che ricevi… arrivino da tua madre che ti guarda e dice: “Non piangere, che sei brutto quando fai così”.
Poi arriva tua zia e ti dice: “Se fai i capricci, la mamma non ti vuole più bene”.
Ti hanno appena installato il primo virus relazionale chiamato “Paura dell’Abbandono”.
La programmazione emotiva familiare è quel sistema di istruzioni invisibili scritte nel nostro cervello che ci viene trasmesso durante l’infanzia tramite:
-frasi continuamente ripetute dai nostri familiari come mantra
-prediche casalinghe
-consigli infiniti di parenti e amici di papà
–rimproveri di routine
-silenzi minacciosi che parlano più delle parole
-occhiate mute che pesano più di mille rimproveri
Ovviamente ogni famiglia ha un suo repertorio di istruzioni preferito, soprattutto se collaudato e avvalorato dalle generazioni precedenti, ma ci sono delle istruzioni di base che non vengono quasi mai dimenticate, come:
“Devi essere sempre forte”
“Se provi tristezza ignorala e continua fingendo che vada tutto bene”
Risultato: ansia generalizzata, mascella bloccata, accumulo emotivo che può sfociare in reazioni improvvise e sproporzionate.
“Vali solo se prendi 10“
“Se ottieni un voto inferiore a 10 attiva vergogna e paura del prossimo compito”
Risultato: perfezionismo paralizzante, esaurimento alle medie e notti insonni anche per inviare un’email.
“Sorridi sempre quando vedi altri umani”
Questo modulo è particolarmente energivoro; causa frequenti sovraccarichi ai muscoli zigomatici e un profondo senso di ipocrisia interiore.
“Piangi solo in bagno o durante un film”
L’accumulo di emozioni represse è la principale causa dei crolli Emotivi della domenica Pomeriggio.
“L’ Amore si merita“
Risultato: relazioni in cui ti sforzi troppo per essere amato e ti scusi pure se qualcuno ti pesta un piede.
“Preòccupati!! ”
Risultato: tendenza al “pessimismo preventivo” con scenari catastrofici che si auto-avvia a intervalli regolari, spesso in momenti inappropriati come quando dovremmo dormire. Questo modulo non risponde al comando “stop” e consuma il 90% delle risorse mentali.
“Devi essere sempre produttivo”
Risultato: sensazione di benessere quasi assente.
“L’amore si merita”
Le conseguenze di questa programmazione?
–Confusione emotiva: non sentiamo/capiamo le nostre emozioni e tanto più quelle degli altri.
-Rapporti in Modalità timidezza estrema o dittatoriale spudorata, senza vie di mezzo.

–Rabbia o lacrime senza un apparente perché.
–Ansia 24/h con eventuali attacchi di panico.
–Autocritica spietata
-Ossessione: “devo dimostrare qualcosa a tutti”.
–Like-dipendenza bisogno cronico di approvazione.
–Cuore chiuso-incapacità di amare.
-Reazioni emotive sproporzionate o in contesti inappropriati
-Senso di colpa automatico
Ma allora siamo tutti spacciati?
La buona notizia è che il cervello, grazie alla sua neuroplasticità, può essere aggiornato;
Noi possiamo riprogrammare il nostro cervello;
Noi possiamo riscrivere i circuiti emotivi del nostro cervello.
Magari ci metteremo un po’, ma ogni codice sostituito sarà un passo in più verso una versione di noi che non crolla ogni volta che sente la parola delusione.
Disinstallare le Vecchie Istruzioni Emotive familiari
Verso una Riscrittura Consapevole fondata sul codice di base:
“Ho il diritto di stare bene”
come riscrivere il codice emotivo?
Il primo e fondamentale passo consiste nel riconoscere questi schemi automatici, come e quando sono stati istallati, come ci complicano la vita e in quali situazioni si attivano.
Già solo questo prevede un’analisi lunga, faticosa e spesso dolorosa.
Serve pazienza, un po’ di coraggio e, spesso, qualcuno di competente che ci dia una mano a reggere il peso emotivo.
Ma, una volta fatto questo lavoro, quel “primo passo” diventa una porta aperta sulla nostra saggezza inconscia, quella che ci farà trovare istintivamente l’equilibrio nella soddisfazione dei nostri bisogni naturali, l’equilibrio tra l’amore per noi stessi e quello per gli altri, tra ciò che la società ci chiede e ciò che ci fa stare bene davvero.

La meta non è la perfezione, ma un’esistenza in cui le nostre reazioni emotive siano scelte consapevoli piuttosto che automatismi pre-istallati.
Così piano piano, senza che ce ne rendiamo conto, potremo:
– Sostituire il sorriso obbligato con un’autentica espressione delle emozioni
– Permetterci di manifestare la tristezza
– Disinnescare i meccanismi di preoccupazione cronica
-Seguire il codice del cuore
-Installare “Respirare per calmarsi”.
-Permetterci di piangere in qualsiasi situazione
-vivere l’autocompassione
-esprimere SENTIMENTI AUTENTICI
E quando il sistema si blocca…, c’è sempre la modalità provvisoria: pigiama, gelato e niente rimorsi.

