Naturopatia

Il termine “naturopata” sembrerebbe essere stato coniato nel 1895 dal medico statunitense John H. Scheel.
Molti asseriscono che le radici del termine naturopatia siano inglesi, da nature e path ne viene fuori nature’s path, “il sentiero della natura”.
NATURE + PATH = NATURE’S PATH “Sentiero della Natura”
Colui che diffuse tale termine fu Benedict Lust(1902), che, (così dicono alcune fonti), venne autorizzato da Scheel ad utilizzare tale termine. Su questo non ci sono fonti certe. Lust indicava il percorso naturopatico come “il sentiero della natura” e lo consigliava come unico percorso naturale per ritornare in salute.

Ci sono altre fonti che indicherebbero l’etimologia della parola naturopatia come provenienti dal latino in riferimento a natura (natus) e al greco per patia (pathos-sofferenza \ empatia ) la cui traduzione più logica sarebbe “empatia con la natura”.
Ancora oggi tale diatriba sembra essere uno scoglio non facile da superare, non ha ancora messo in accordo chi sostiene l’una o l’altra ipotesi.
Ma cos’è la naturopatia ?
La naturopatia è un insieme di metodologie pratiche e tecniche naturali che hanno lo scopo di mantenere il naturale equilibrio psicofisico dell’individuo, e a ristabilirlo la dove fosse già compromesso, sfruttando il naturale processo di auto-guarigione presente all’interno di ogni essere umano.

L’uomo viene considerato nella sua dimensione globale, nella sua interezza, fatto dunque di un corpo, una mente e delle emozioni.
Il sintomo della malattia è importante, rappresenta il campanello d’allarme che attira la nostra attenzione. Sarebbe un grave errore dunque ignorarlo, perché indica che qualcosa non va per il verso giusto, che è necessario fermarsi per comprendere, capire cosa succede. E’ necessario prendere consapevolezza.
Dunque il naturopata tiene conto del sintomo, questo è certo, ma senza soffermarsi troppo su questo, tenderà a prendere in considerazione tutti gli aspetti della vita che influenzano e condizionano la persona.
Quindi anche la sua storia personale avrà un peso, così come il suo lavoro, la sua vita privata, la sua famiglia, le sue abitudini alimentari, le sue emozioni, i suoi pensieri e così via.

Tutto è importante quindi, ogni singola informazione sarà utile, proprio come lo è ogni singolo tassello che compone un grande puzzle.
Quindi è necessario avere una più ampia visione, che possa rendere più chiaro il significato simbolico di quel particolare sintomo, che isolato, svelerebbe poco o niente di sé e sulla causa reale della malattia.

Nel fare questo, il naturopata avrà un approccio individuale, singolare ed unico per quell’ individuo specifico e, in qualità di consulente ed operatore, sarà in grado di educare alla salute e alla prevenzione, di trasmettere principi sani per un altrettanto sano e salutare stile di vita.
Consiglierà ed informerà l’assistito su un corretto regime alimentare, sull’importanza del movimento, di un buon sonno ristoratore, sull’uso di rimedi naturali e non invasivi e quindi a ricorrere a pratiche e metodiche naturopatiche, come l’aromaterapia, la cromopuntura, la riflessologia plantare, la floriterapia, l’iridologia, le tecniche igienistiche e psicocorporee, tutto al fine di ristabilire l’equilibrio e l’ armonia perduti.

Da ricordare sono le affermazioni di Ippocrate che esprimevano con chiarezza grandi verità :

“Lavorare, mangiare, bere,
dormire, amare: tutto deve
essere misurato”
ed anche
“La cosa importante in medicina ?”
Non è tanto la malattia di cui il paziente è
affetto, quanto la persona che soffre di quella malattia”.
Ippocrate faceva spesso riferimento “alla forza guaritrice della natura” mettendo in evidenza il potere innato di autoguarirsi insito in ogni uomo. Ecco perché sono molti ad essere concordi nell’affermare e considerare Ippocrate come il primo naturopata della storia.

Per altri invece il padre della naturopatia fu un semplice contadino austriaco, Vincent Priessinitz (1799-1851) che soltanto per caso scoprì gli effetti dell’acqua, poiché si trovò ad osservare presso le sponde di un fiume un cervo ferito che continuava ad immergersi nelle acque per curarsi.
Pensò bene dunque di utilizzare tale metodica su se stesso, per curarsi da vari infortuni. Dopo aver ottenuto ottimi risultati, che gli evitarono di restare invalido, decise di applicare le medesime tecniche ad altri bisognosi di cure che si rivolgevano a lui e che spesso facevano chilometri per raggiungerlo nella sua cittadina natale.
Se possiamo considerare Vincent Priessnitz il pioniere dell’idroterapia, dobbiamo invece a Sebastian Kneipp il perfezionamento di tale metodologia. Il parroco tedesco vissuto nel 1800 utilizzò l’idroterapia per curare il suo stato di salute cagionevole, affinando sempre più pratiche e tecniche di tale metodica.

Egli si soffermò moltissimo nella ricerca di cure naturali, tanto da approfondire i suoi studi sulla conoscenza e l’uso delle erbe, sull’attenzione nella cura dell’alimentazione e sugli effetti benefici del movimento praticato giornalmente. I suoi consigli erano chiari, per chi volesse recuperare o mantenere un buono stato di salute, doveva agire, modificare, trasformare e mantenere uno stile di vita sano ed equilibrato.

Uno spazio particolare va dedicato al grande maestro italiano Luigi Costacurta.Questi nasce a Treviso nel Gennaio del 1921. La guerra lo segna profondamente. Viene internato in un campo di concentramento in Polonia, dove perse la sua già cagionevole salute. Finita la guerra, le sue condizioni di salute sono serie: polinevrite, gravi problemi ai polmoni e perdita della vista dall’occhio sinistro. Quando più tardi si recò in Cile per motivi di lavoro, ebbe la fortuna di conoscere Manuel Lezaeta Acharan che lo educò e gli insegnò tutte le pratiche e metodologie naturali che lo portarono a recuperare la vista.
Dopo la morte del maestro Lazaeta Acharan, Costacurta continuò il suo apprendimento sulla medicina naturale con il figlio Rafael. Successivamente decise di tornare in Italia con la moglie e di tradurre il libro del maestro “La medicina a portata di tutti “. Fu un lavoro di traduzione molto impegnativo che portò a termine nell’arco di dieci anni.
Più avanti scrisse il suo primo libro di “Iridologia”, frutto del suo impegno, delle sue ricerche e competenze acquisite sul campo.

Le diverse e molteplici guarigioni gli crearono non poche invidie e parecchi nemici che lo portarono all’arresto per abuso di arte medica. Non solo venne scagionato, ma entrò nelle simpatie del giudice che, curioso di conoscere la medicina naturale, chiese ed ottenne i testi dove poterla studiare.
Più tardi pubblica “La nuova Dietetica” un vero e proprio trattato sulla nutrizione, e in seguito “Vivi con gli agenti naturali” che fu il suo terzo libro ed infine “Il nostro bagno di vapore”, un trattato sulla sauna da fare a casa.
Fondò una scuola di Naturopatia che porta il suo nome ancora oggi.

Interessanti le affermazioni che fece in una intervista del 1983 nella quale asseriva: :
“Noi ci ammaliamo a tavola….
la malattia diventa un fatto culturale….
il sangue è il prodotto di ciò che mangiamo…..”.
Bene, abbiamo semplicemente dato uno sguardo per approcciarci all’argomento, che naturalmente risulta essere più ampio rispetto a ciò che abbiamo esposto. Spero di avervi incuriositi, e, se ci sono riuscita, potete voi stessi fare alcune ricerche in merito all’argomento per approfondirlo.
| Buon approfondimento… |

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